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STORIA

Quando la città iniziò a svilupparsi anche al di fuori della terza cerchia di mura, si formarono i borghi, nuclei abitati sempre più estesi e importanti: uno di questi, Borgo San Jacopo, si trova in Oltrarno ed ha conservato perfettamente la struttura medievale.

Borgo San Jacopo si trova fra il Ponte Vecchio ed il ponte a Santa Trinita e la sua esistenza è documentata dalla fine del XII sec., ma già nel 1050 sull'angolo con il Ponte Vecchio fu costruito un ospizio per i viandanti diretti a Roma.

Agli inizi del XIII sec. anche questa parte della città fu provvista di difese: fu costruita una palizzata (successivamente trasformata in una cinta muraria) ed alcune famiglie nobili vi edificarono delle torri, che ancora oggi caratterizzano l'aspetto della strada.

Nella parte centrale di Borgo San Jacopo si trovano la chiesa di San Jacopo Soprarno, fondata nel X sec., e l'antica sede della Compagnia di San Jacopo, un'associazione religiosa nata per il giubileo del 1300 con il compito di assistere i pellegrini. All'estremità della strada verso il Ponte a Santa Trinita, si trovano il Palazzo Frescobaldi, composto da parti edificate in epoche diverse (nella parte più antica nel 1301 fu ospitato Carlo di Valois), e la fontana del Buontalenti (XVI sec.).

Borgo San jacopo fu in gran parte distrutta dalle mine tedesche nel 1944: dopo la guerra la strada fu ricostruita restaurando le torri (quando possibile) ed affiancandole con nuovi edifici che nei materiali e nei colori si richiamano a quelli antichi.

La chiesa romanica a tre navate risale al XII secolo, ma è stata rimaneggiata più volte nel corso del tempo alterandone anche fortemente la fisionomia: il portico davanti alla facciata è contemporaneo al periodo di costruzione di San Jacopo in Soprarno (XII-XIII secolo), ma fu aggiunto nel 1580 e proviene dalla chiesa di San Donato in Scopeto, abbattuta in occasione dei lavori di fortificazione in preparazione all'assedio del 1529. Anche il campanile fu costruito nel 1660, su progetto di Gherardo Silvani.

L'interno della chiesa fu ampiamente modificato nel XVIII secolo quando fu anche demolita la cappella Ridolfi, con la sua cupola realizzata da Brunelleschi come prova per la cupola del Duomo (secondo Vasari).

I restauri eseguiti dopo l'alluvione del 1966 hanno riportato alla luce molti particolari della struttura romanica originale.

All'esterno: si notano le mensole delle colonne, di epoca medievale e caratterizzate da teste scolpite;
All'interno: la chiesa, a tre navate, comprende undici cappelle laterali ed è decorata con stucchi dorati; l'affresco della volta è stato realizzato da Vincenzo Meucci; quelli del presbiterio (San Jacopo in gloria) e dietro l'altare maggiore sono opera di Matteo Bonechi. Agli altari laterali, dipinti di vari artisti fiorentini del XVII-XVIII sec.

(www.firenze-oltrarno.net)

 


 
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