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Prot. N. 1109
MESSAGGIO PATRIARCALE
PER IL NATALE

 

 

+  B A R T O L O M E O
PER GRAZIA DI DIO ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI
NUOVA ROMA E PATRIARCA ECUMENICO
A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA
GRAZIA, MISERICORDIA E PACE
DA CRISTO SALVATORE NATO A BETLEMME

***

Fratelli e Figli amati nel Signore

“ Un bambino è nato per noi, e un figlio ci è stato dato.”
(Is. 9,5)

            Con entusiasmo e gioia il Profeta ci fa conoscere con preveggenza prima di molti secoli la Nascita da una Vergine del Bambino Gesù. Naturalmente non si e trovato anche allora, al tempo del censimento sotto Cesare Augusto, un posto nell’albergo per alloggiare la Vergine che doveva concepire per opera dello Spirito Santo e così il suo sposo e custode San Giuseppe  fu costretto a condurla in una grotta, nella mangiatoia dei cavalli, per “generare il Bambino”.
Il cielo e la terra lo accolgono, offrendo il grazie al Creatore: “Gli Angeli l’inno, i cieli le stelle; i Maghi i doni, i pastori la meraviglia, la terra la grotta, il deserto la mangiatoia, e noi una Madre Vergine”, i Pastori vivono all’aperto per il “loro gregge” e custodiscono  “il custode della notte” e gli angeli inneggiano, guardando estasiati il Mistero. (Vespero della Festa di Natale).
La dolcezza della Santa Notte di Natale di nuovo abbraccia il mondo. E in mezzo agli sfinimenti e dolori dell’umanità, della crisi delle crisi, delle passioni e delle inimicizie, delle insicurezze e delle delusioni spunta di fatto e nel momento giusto come non mai la Incarnazione del Logos di Dio, il Quale è sceso come pioggia sull’erba nel seno della Sempre Vergine Maria, per far fiorire la giustizia e abbondanza di pace.
Nel silenzio e nella pace della Santa Notte di Natale, Gesù Cristo l’ineffabile, l’inconcepibile, l’invisibile, , l’incomprensibile, sempre esistente e sempre lo stesso, entra in un corpo, insignificante, semplice, povero, sconosciuto, nel dramma della storia. Entra allo stesso tempo come “angelo del gran consiglio, consigliere meraviglio,(…) dominatore,  principe della pace, padre del tempo futuro (Is. 9, 6).
Si, viene come uomo da Madre Vergine e scioglie l’intreccio della colpa e da con la Sua Grazia e la Sua misericordia una via di scampo alle incertezze della vita, destino e valore, ethos contenuto ed esemplare  e  modello nelle vicissitudini umane.
I           l Signore ha assunto tutta la natura umana e la ha santificata. Il Dio pre-eterno si è degnato di diventare per noi un embrione e di crescere nel ventre della Madre di Dio. Così ha onorato  anche la vita umana fin dal suo stadio primordiale ed ha insegnato il rispetto  nell’uomo dall’inizio della sua gestazione. Colui che ha creato tutte le cose è disceso per divenire come un  Neonato e per nutrirsi del latte della Vergine. Così ha onorato la verginità e la maternità, la spiritualità e la naturalità. Per questo San Gregorio il Teologo esorta: donne seguite la verginità, affinché Cristo vi faccia madri. (Discorso XLVIII,Per la teofania PG 36,313A).
E il Signore ha definito il vincolo coniugale dell’uomo e della donna in quella santa famiglia.
Questa istituzione della famiglia cristiana realizza la cellula della vita e la incubatrice del sano sviluppo dei figli psicologicamente e corporalmente. Pertanto da questo, essa realizza un bisogno della Chiesa, ma anche un dovere  della guida di ogni popolo e attraverso vari modi un aiuto alla istituzione della famiglia.
Per formare un bambino in modo sano e normale si chiede una famiglia dove l’uomo e la donna vivano in modo armonico, come un corpo, una carne, un’anima, subordinati uno all’altra.
Siamo sicuri che tutte le guide spirituali ed ecclesiastiche, come altri pastori che sono ovunque, ma anche coloro che dirigono le sorti del mondo conoscono e ammettono tale verità e realtà  divina che proclamiamo dal Patriarcato Ecumenico anche durante le Feste Natalizie di quest’anno. Tutti abbiamo bisogno di incoraggiare la formazione e il funzionamento di famiglie fisiologiche per costituire cittadini sani e felici psicologicamente, pieni di sentimenti di fiducia, retti dal sentimento di tutela di un padre forte e protettivo e di una madre affettuosa e piena di amore. Di una famiglia, sulla quale sosterà Dio.
Invitiamo  ed esortiamo tutto il pleroma della nostra Santa Chiesa Ortodossa,  affinché  rispondendo degnamente alla appello a cui  è stato chiamato, faccia tutto il possibile per il sostegno della istituzione della famiglia.
Fratelli, “la notte è avanzata, il giorno è vicino” (Rom. 12,13). Ecco i pastori avanzano verso Betlemme proclamando il miracolo e ci invitano a seguirli, come altri “sapienti scrutatori degli astri riempiti di gioia” (tropario della  4 ode del Mattutino di Natale), portando a Lui “doni preziosi, oro puro per il Re dei secoli; incenso per il Dio dell’universo; mirra per l’immortale, come morto di tre giorni” (di Anatolio, stichirà idiomela del Vespero di Natale).  Cioè i doni dell’amore e della nostra fede, della nostra prova come cristiani e naturalmente come ortodossi nella morale e nella tradizione, la nostra benedetta comunione, familiare, paterna, ecclesiastica , che rettamente ha agito sempre attraverso i secoli e continua fino ad oggi, di cui cellula della vita e della crescita secondo Dio è, lo ripetiamo, la famiglia.

Fratelli e Figli,

  • 2013 anni sono trascorsi dalla Nascita secondo la carne di Cristo;
  • 2013 anni, e Cristo come allora, non cessa di essere perseguitato nel volto dei deboli da Erode e da ogni specie di attuali Erode;
  • 2013 anni, e Gesù è cacciato dal volto dei Cristiani in Siria, e non solo;
  • 2013 anni, e Cristo fugge, come profugo assieme a loro, non in Egitto, ma in Libano, in Europa, in America e in ogni altro luogo per la sicurezza, nella insicurezza del mondo;
  • - 2013 anni, e il Bambino Gesù è ancora incarcerato con i due Vescovo della Siria, Paolo e Giovanni, con le monache ortodosse e ancora molti cristiani conosciuti e sconosciuti.
  • 2013 anni, e Cristo è crocifisso ancora con quelli che sono torturati e uccisi per non tradire la loro fede in Lui.
  • 2013 anni, e Gesù e ucciso ogni giorno nel volto di migliaia di embrioni , che i loro genitori non lasciano nascere.
  • 2013 anni, e il Cristo è schernito e ingiuriato nel volto dei bambini sfortunati, che vivono sotto la crisi della famiglia, della miseria e della povertà.

 

Il Signore che ha detto: “Ogni volta che avete fatto queste cose ad uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt. 25,40-41),  è giunto e viene anche durante il Natale di quest’anno,  ad assumersi il dolore, l’afflizione e le sofferenze degli uomini. Per questi è venuto dalla Vergine, per questi è diventato uomo, per questi ha patito, è stato crocifisso, è risorto. Cioè per tutti noi. Dunque prendiamo ciascuno di noi la nostra croce personale per trovare grazia e misericordia, aiuto a tempo debito, perché sia “Con noi il Signore”, l’Emanuele  che è stato generato, il Salvatore e Signore. Amen.

Dato al Fanar, Natale 2013

+ Il Patriarca di Costantinopoli
Fervente intercessore presso Dio di tutti voi

 

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Da leggersi in Chiesa durante la Liturgia della Festa del Natale, dopo il Santo Evangelo.-

 

 

 
 

 

Prot.n.   835/2013

+ GENNADIOS
PER GRAZIA DI DIO
METROPOLITA D’ ITALIA E MALTA
ED ESARCA PER L’EUROPA MERIDIONALE
A TUTTO IL SACRO CLERO ED AL PLEROMA FEDELE
DELLA NOSTRA SACRA ARCIDIOCESI ORTODOSSA

 

Amati figli nel Signore,
San Giovanni Crisostomo, Arcivescovo di Costantinopoli, uomo della Riconciliazione, Vescovo dell’Amore, amante del dialogo, in genere pastore umile, che sa combattere con perseveranza e pazienza, che sa sacrificarsi per la salvezza di ogni anima, afferma chiaramente che “prima della venuta di Cristo la nostra natura era dominata dal Diavolo, dal peccato e dalla morte. Mentre il Diavolo ingannava, il peccato invece sgozzava, la morte infine seppelliva”.

Dal momento che l’uomo era assoggettato alla tirannia della terribile e deleteria triplice situazione del Diavolo, del peccato e della morte, occorreva l’intervento dell’ineffabile amore divino allo scopo di liberare l’uomo tormentato e infelice.

A questo punto ci lasciamo illuminare dalla sapienza del Grande Atanasio in questo grande mistero della nostra salvezza: “Il Santissimo Figlio del Padre, immagine del Padre, è giunto nei nostri luoghi, per rinnovare l’uomo creato a propria immagine”. Il sapientissimo Pastore della Chiesa di Cristo, San Giovanni Crisostomo esclama con la massima solennità e splendore: “Cristo nasce, rendete gloria! Il Diavolo è stato svergognato, i demoni sono scomparsi! La morte è stata abolita, si è aperto il Paradiso! Il peccato è stato cacciato, l’errore è stato allontanato! La verità si è manifestata, il sole di giustizia è brillato, ha illuminato ed ha donato la salvezza e la vita eterna”! Per tutti questi motivi chiama la festa di Natale “Metropoli di tutte le feste”.

 

I sublimi inni melodici della nostra Chiesa Madre Ortodossa ammirano, lodano e annunciano in modo estremamente chiaro tutta la verità del Mistero dell’Incarnazione del Signore e la salvezza del genere umano. Gli inni del Santo Natale c’invitano tutti all’esultanza natalizia, all’autentica gioia del Paradiso.

L’augurio di “Buon Natale” sta a indicare il nostro fattivo incontro col nostro Salvatore Cristo, nella storia della redenzione, dell’esultanza e della Glorificazione, dove toccheremo anche il tempo, dono estremamente necessario e divino per la prosecuzione della nostro percorso terrestre, il Tempo Nuovo, che ci auguriamo essere sempre per noi luce e speranza, pace, carità, fratellanza, amore e preghiera indirizzata al “Dio prima dei secoli”, “incarnato per opera dello Spirito Santo” per la nostra salvezza.

Festeggiamo con letizia questo nuovo ingresso nel Nuovo Anno donato dalla Bontà del Signore e con gioia inneggiamo al Signore come gli Angeli e ammiriamo come i Pastori. La verità e la giustizia esistono in Cristo e sono una lieta occasione, poiché ci sono offerti per il Nuovo Anno da “Cristo che è nato”, che “ci ha visitati”.

" Il Nuovo Anno sia benedetto dal Signore, Pacifico e propizio in tutto” !

Venezia, Campo dei Greci, 25 dicembre 2013

 

+ Metropolita Gennadios
Arcivescovo Ortodosso d’Italia a Malta ed
Esarca per l’Europa Meridionale 

 

 

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Da leggersi in Chiesa prima del Congedo a conclusione della Celebrazione Eucaristica del Santo Natale e della Santa Epifania.

 

 

 
 

 

Prot. N. 735

 

+  B A R T O L O M E O
PER GRAZIA DI DIO ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI,
NUOVA ROMA
E PATRIARCA ECUMENICO
A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA
GRAZIA E PACE
DAL  CREATORE E CONSERVATORE
DI TUTTO IL CREATO
IL SIGNORE E DIO E SALVATORE NOSTRO GESU’ CRISTO
* * *

 

Fratelli e Figli amati nel Signore,

E’ arrivato il primo settembre, il primo giorno dell’anno ecclesiastico, che da anni  come  Patriarcato Ecumenico e di seguito come Chiesa Ortodossa nel suo insieme, abbiamo costituito quale giorno di preghiera per l’ambiente. Da allora, grazie anche a tale nostra iniziativa, si è generalizzato l’interesse per la protezione dell’ambiente naturale e si prendono molte misure sull’argomento per la sostenibilità e l’equilibrio degli ecosistemi, ma anche per ogni problema afferente a queste cose.

Così come certamente è conosciuto e viene testimoniato che “le leggi della natura non si sciolgono, ne vacillano, ma restano immutate” (G. Crisostomo, Al povero Lazzaro VI, P.G. 48,1042), abbiamo bisogno oggi di rimettere al centro della nostra attenzione  gli interventi invisibili dell’uomo nell’equilibrio dell’ambiente, che è turbato non solo da evidenti forze devastatrici, come lo sradicamento dei boschi, la estrazione eccessiva delle acque, lo sfruttamento eccessivo in genere delle risorse naturali ed energetiche e la contaminazione  attraverso la perdita ed il deposito di  sostanze tossiche e chimiche,  di grandi zone della terra e dei mari, ma anche attraverso azioni non visibili ad occhio nudo. E tali sono gli interventi sui genomi degli esseri viventi e la creazione in questo modo di specie modificate, con conseguenti sviluppi successivi non conosciuti, come la scoperta  di come liberare  forze immani, atomiche e nucleari, il cui non corretto uso può far scomparire ogni forma di vita e civiltà sul nostro pianeta.

In questi casi non sono la avidità e il desiderio di sopravvento  i soli criteri di coloro che aspirano ad intervenire e modificare le realtà viventi che Dio ha fatto “come cosa buona”, ma anche la superbia di taluni che si schierano contro  la Sapienza di Dio e si rivelano come capaci di migliorare la Sua opera. Questo stadio psichico è caratterizzato dagli Antichi Greci come “ybris”, cioè sfrontatezza tronfia di chi ha una mente limitata davanti al Creatore Onnisciente ed Onnipotente.

Naturalmente non opponiamo resistenza alla ricerca scientifica, se e per quanto concede servizi vantaggiosi all’uomo e all’ambiente. Allo stesso modo l’utilizzo dei suoi risultati per la terapia, per esempio, di malattie, è naturalmente legittimo, ma lo sfruttamento commerciale forzato di prodotti della attuale tecnologia chimica e biologica, prima dell’accertamento che per l’uomo siano innocui, è sicuramente da condannare,  in quanto ripetutamente ha portato  l’uomo e l’ambiente verso tragiche conseguenze.

La scienza, ben facendo, esamina continuamente e si sforza di spiegare l’ordine e l’insieme delle leggi naturali. Il comandamento di Dio verso i progenitori “dominate la terra” (Gen. 9,1) da il permesso dell’esamina e della conoscenza dei meccanismi fisici e biologici, che agiscono in essa, perché l’ambiente naturale sia nel suo insieme paradisiaco.

Basta che l’aspirazione della conoscenza ed il suo sfruttamento non mirino solo al profitto e non siano un tentativo arrogante di costruzione di una nuova torre di Babele, attraverso la quale la creatura cercherà di arrivare  e probabilmente, secondo l’alterigia di alcuni, a superare lo stesso Creatore. Purtroppo l’uomo dimentica a volte che “li ha creati lo stesso autore della bellezza” (Sap. 13,3), e la mano del Signore “ha posto le fondamenta della terra e la sua destra ha disteso i cieli” (Is. 48,13).

Compito dunque di noi pastori della Chiesa e degli uomini dello spirito e della scienza, ma anche di tutti i cristiani devoti, è di lavorare per il bene e principalmente di pregare che Dio, Creatore di ogni cosa, illumini gli scienziati che si occupano soprattutto dei temi sopra citati, di introdursi  nelle cose più profonde di questi, con umiltà davanti a Lui e con rispetto verso l’ordine e l’insieme delle leggi naturali e di evitare per motivi di sfruttamento economico o altri, come abbiamo citato, l’uso affrettato dei risultati della loro ricerca. C’è bisogno di lunga esperienza per attestare che gli effetti benefici, accertati dalla applicazione delle nuove conoscenze,  non provochino dannosi effetti collaterali per l’ambiente e naturalmente per l’uomo stesso.

Secondo la creazione del mondo, la voce allora e il primo dettame del Signore “è divenuta tale legge della natura ed è rimasta sulla terra e da lì in poi ha concesso la forza ad essa di generare e di dare frutti…” (Basilio il Grande, Esamerone cap. IX, P.G. 29, 96A), assicurando la sua sostenibilità. E la terra continuerà a generare e a fruttare per quanto viene lasciata in questo ordine naturale e per quanto noi abitanti in essa, camminiamo secondo i dettami ed i comandamenti di Dio e li custodiamo e attuiamo. Allora Lui solo “vi darà le piogge alla loro stagione e la terra darà prodotti e gli alberi della campagna daranno i loro frutti […] e avrete cibo a sazietà e abiterete tranquilli il vostro paese. E la guerra non passerà per il vostro paese”. (Lev. 26,4-5).

Pregando il Signore in questo giorno augurale e all’inizio del nuovo anno, con Gesù di Nave, Simeone Stilita ed i Sette Fanciulli di Efeso e col sacro Salmista Davide, affinché invii il Suo Spirito e restauri la faccia della terra (Sal. 103,30), benedicendo l’opera delle Sue mani e rendendoci degni di portare a termine con profitto il periodo dell’anno, invochiamo per coloro che esplorano le forze della natura, la illuminazione, la grazia e la benedizione dello Spirito Santo. Amen.

1 Settembre 2013

 

 

 

 

 
 

 


GENNADIOS
PER MISERICORDIA DI DIO METROPOLITA D’ITALIA E MALTA
ED ESARCA PER L’EUROPA MERIDIONALE
A TUTTO IL SACRO CLERO E A TUTTO IL PIO POPOLO
DELLA NOSTRA SACRA ARCIDIOCESI



Amatissimi figli nel Signore,

Cristo è risorto, è veramente risorto!


Questo messaggio dà il vero significato della Pasqua, secondo la Tradizione della Chiesa Ortodossa Orientale, di profondo contenuto teologico, di spiritualità e pastorale.

San Giovanni Crisostomo, Arcivescovo di Costantinopoli, nella sua meravigliosa Catechesi Pasquale, che si legge ad alta voce alla fine della Liturgia, rivolge a tutti l’invito di Dio alla gioia ed esultanza della Resurrezione. Ogni credente diviene evangelista, annunciatore della Resurrezione, pieno di amore, di pace, di speranza e di letizia nell’unità con il Salvatore Gesù Cristo, risorto per donare all’uomo la vita eterna.

Con questi pochi pensieri, con la preghiera e la benedizione di Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo, vi abbracciamo tutti paternamente e vi rivolgiamo di cuore i nostri auguri festivi. 

Venezia, Campo dei Greci, Santa Pasqua 2013

 

† Il Metropolita Gennadios
Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta
ed Esarca per l’Europa Meridionale

 

 

 

Da leggere nelle chiese durante la Celebrazione della Resurrezione, dopo il “Cristo è risorto.

 

 

 

 
 

 

MESSAGGIO PATRIARCALE
PER LA SANTA PASQUA

Prot. N. 388

 

+  B A R T O L O M E O

PER GRAZIA DI DIO
ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI – NUOVA ROMA
E PATRIARCA ECUMENICO
A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA, GRAZIA,  PACE E MISERICORDIA
DA CRISTO GLORIOSAMENTE RISORTO

 

Fratelli concelebranti e Figli fedeli e devoti della Chiesa,

Cristo è Risorto!

L’annuncio della Resurrezione da parte delle donne Mirofore ai Discepoli di Cristo, è stata considerata da questi un delirio. E tuttavia la notizia definita come delirio, si è confermata come Verità. Il Cristo risorto, si è manifestato ai Suoi Discepoli ripetutamente.
Nella nostra epoca, la proclamazione della Resurrezione è avvertita ancora una volta come un delirio per i razionalisti. Ciò nonostante, noi credenti non solo crediamo, ma anche viviamo la Resurrezione come il fatto più veritiero. Suggelliamo la nostra testimonianza, se c’è bisogno,  col sacrificio della nostra vita, in quanto nel Cristo Risorto, superiamo la morte  e siamo liberati  dalla paura di essa.  La nostra bocca è piena di gioia nel dire: E’ risorto il Signore. I nostri Santi, morti per il mondo, vivono tra noi, rispondono alle nostre richieste. Il mondo oltre la morte è più vero di quello prima della morte. Cristo è risorto e vive tra noi.  Ha promesso che sarà con noi fino alla fine dei tempi. E veramente lo è. Amico e fratello e terapeuta e datore di ogni bene.

Benedetto sia Dio, il Risorto dai morti e che dona a tutti la vita eterna. Dov’è o morte la tua vittoria? E’ risorto Cristo “e ha mostrato colui che si gloriava senza misura come un giocatore ridicolo  (v. Canone Stavroanastasimo del 4° tono, IX Ode, poema di Giovanni Damasceno). Ogni cosa è riempita di Luce ed i nostri cuori sono riempiti di  una gioia straordinaria.
E non solo di gioia, ma anche di forza. Colui che crede nella Resurrezione, non teme la morte; e colui che non teme la morte è psicologicamente inflessibile e irriducibile, in quanto ciò che per i molti e i non credenti è la più temibile minaccia, per il cristiano credente è un fatto  di poca importanza, in quanto essa è l’ingresso nella vita. Il credente cristiano vive la Resurrezione anche prima della sua morte naturale.
La  conseguenza del vivere la Resurrezione è la trasformazione del mondo. Entusiasma l’anima. E l’anima entusiasta attrae sul suo percorso le altre anime, le quali si commuovono   nel vivere in verità la gioia della Resurrezione. La Resurrezione  di Cristo e la nostra  propria resurrezione  non sono una verità teorica.  Sono dogma della nostra fede. Sono un realtà palpabile. Sono la forza che ha vinto il mondo, nei confronti delle più dure persecuzioni contro di essa. “Questa è la vittoria che ha vinto il mondo, la nostra fede” (1 Gv. 5,4) nella Resurrezione. Per mezzo della Resurrezione  l’uomo diviene per grazia Dio. Per mezzo della vittoria della luce della resurrezione sulle passioni umane, si stabilisce nella nostra anima un fuoco divino ed un certo strano amore che supera la condizione umana.

Cristo è risorto, dunque! I nostri cuori sono straripanti di Luce e di gioia di Resurrezione .  Ci presentiamo con naturalezza e semplicità al Cristo Risorto. Perché come dice il Profeta Davide, “un cuore contrito ed umiliato, non lo disprezzerà” (Sal. 50,19).
La Resurrezione è la nostra forza, la nostra speranza, la nostra gioia, il nostro annuncio.  Attraverso  la Resurrezione  superiamo il dolore  e l’afflizione  per  tutte le cose tristi della vita naturale terrena. La Resurrezione è la risposta di Dio al dubbio dell’uomo ferito dai mali del mondo.

Nelle difficoltà e nelle disavventure che vive  oggi il mondo, noi non cediamo,
La riunione su ciò degli impauriti Discepoli del Signore  nella stanza superiore di Sion, ci rafforza. Non abbiamo paura, perché amiamo tutti, come ci ha amato Colui che ha offerto la Sua anima per noi. In un modo divino e umano, il Signore Risorto ci accompagna invisibilmente. Basta avere – e ne abbiamo – amore. E con l’amore siamo testimoni della forza del Mistero. Del Mistero!
E se altri sono incerti umanamente, e “ hanno ammassato mucchi di covoni delle opere” (stichirà del Vespero della Domenica del Figliol Prodigo), noi ci gloriamo. E anche se noi “non disperdiamo  con benevola compassione  la pula delle opere dell’ingiustizia e le nostre passioni e non distendiamo  aie di conversione”, il Cristo Risorto è Amore e scioglie ogni sorta di tenebra e la paura attorno a noi  ed entra in noi e nel mondo, spesse volte pur essendo chiuse le porte dei nostri cuori.   E “resta con noi” stabilmente attraverso la croce dell’amore. Il suo invito è la pace. Offre a noi la Sua pace.   I potenti di questo mondo  assicurano  e  promettono pace, ma mai essa si è attuata in pratica. La forza del Divino Amore,  della Pace e della Sapienza, resta fuori da ogni sgomento umano . Non si trova né a margine della realtà né nel cerchio di certe opinioni individuali. E’ il cuore il centro dei fatti.  E’ il cuore dell’umanità. E’ il centro della vita. Esercita la signoria sui vivi e sui morti. E’ la Verità.
La incontestabile superiorità della Potenza tiene invisibilmente le redini, dirige ogni cosa , nello stesso tempo in cui molti uomini  “hanno il buio nella mente”: Nel periodo del generale odierno sfacelo mondiale, la speranza di tutti i confini della terra, la Sapienza di Dio,  è la presenza della sintesi  e  dell’armonia celeste. Nel momento del crollo e della attesa della morte, vi è la realtà della Resurrezione  e il conforto della fede nel Signore.

La pace di colui che ha calpestato la morte con la morte  attraverso il suo annientamento e la gioia dell’amore rallegrano e guariscono l’”umanità” attuale che geme e soffre in ogni momento  e con essa anche la natura che geme e soffre, “attendendo la rivelazione e l’adozione della libertà della gloria dei figli di Dio.”(Rom. 8,20-23).

Veramente il Signore è risorto, padri e fratelli e figli!

Santa Pasqua 2013

Il Patriarca di Costantinopoli
Fervente supplice di tutti voi
Verso il Cristo Risorto.

___________________________

Da leggersi nelle Chiese durante la Divina Liturgia della festa della Santa Pasqua, dopo il Santo Vangelo.-

 

 

 
 

 

MESSAGGIO CATECHETICO
PER L’INIZIO
DELLA SANTA E GRANDE QUARESIMA

+ B A R T O L O M E O

PER GRAZIA DI DIO
ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI – NUOVA ROMA
E PATRIARCA ECUMENICO
A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA, GRAZIA E PACE
DAL NOSTRO SALVATORE E SIGNORE GESU’ CRISTO
E DA NOI PREGHIERA, BENEDIZIONE E PERDONO



Amati Fratelli e Figli nel Signore,

I Divini Padri, che tutto hanno disposto come si deve, hanno decretato che la grande festa della Resurrezione del Signore, venga preceduta da un periodo di ascesi e di purificazione spirituale, della durata di quaranta giorni.

L’ascesi è costituita anche dalla limitazione dei cibi, cioè dal digiuno, ma principalmente dall’astenersi dal male.

Il sacro innografo sottolinea in modo caratteristico che un digiuno vero e gradito a Dio sono l’alienazione del male, la continenza della lingua, l’astenersi dalla rabbia, il distacco dai desideri malvagi, dalla maldicenza, dalla falsità e dallo spergiuro, il riparare alla ingiustizia, la messa al bando del pensiero passionale, la confessione sincera, la purificazione della coscienza, “della quale nulla al mondo è più violento”, la continenza “da passioni dannose, da invidia e odio e da ogni male”, lo sfuggire della “distrazione della mente”, l’ammissione degli errori, poiché “il Giudice è prossimo alla porta”, colui che saggia cuori e reni, “colui che è presente in ogni luogo e ogni cosa ricolma” (Grande Canone di San Andrea di Creta).

L’ascesi corporale ha come scopo la purificazione della mente ed il suo attaccamento all’amore del nostro Signore e Dio Cristo Gesù. E allo stesso tempo, all’amore verso il nostro prossimo, attaccamento che offre la prova che siamo discepoli di Colui che lo ama.

Il nostro amore deve essere reale e deve comportare da parte nostra un qualche sacrificio per costui. Perché amore senza una offerta di fabbisogni materiali e di beni spirituali verso l’amato, è parola vuota.

Particolarmente in questa epoca di grande crisi morale ed economica, quanti ne abbiamo la possibilità, offriamogli con gioia, amore e rispetto verso il prossimo, il nostro aiuto.
Soltanto allora la nostra gioia per la Resurrezione del Signore sarà piena, quando anche la nostra offerta verso il Suoi fratelli, gli ultimi, i nostro prossimo, sarà piena.

“Colui che ama il prossimo come se stesso, nulla possiede più del prossimo”… “pertanto quanto più fai crescere la ricchezza, tanto più manchi all’amore” insegna la bocca paterna priva di menzogna (San Basilio il Grande, Discorso sulle ricchezze, PG 31,281B).

Il mondo purtroppo pensa che la gioia vada di pari passo col procurarsi e possedere ricchezza, gloria, titoli e altri piaceri.

“Niente infatti è più inutile dell’uomo che non sa amare “ e “quando vedi qualcuno bisognoso di esser curato nel corpo o nello spirito, non dire tra te: Perché uno o l’altro non lo ha curato? Ma poni fine allo sdegno e non chiedere loro le ragioni della trascuratezza” […] “Se infatti gli instillerai come un balsamo, l’insegnamento della parola, se lo cingerai con garbo, se lo guarirai con la tolleranza, egli ti farà più ricco di ogni tesoro”. (San Giovanni Crisostomo, Lettera ai Corinti, Omelia XXVII, PG 61, 586-587, e Contro i Giudei VIII, PG 48, 932-933).

La verità è che la gioia e la soddisfazione dall’offerta di amore e di beni materiali verso il prossimo sono incomparabilmente maggiori. La ricorrente idea sociale, che viene insegnata anche ai giovani, come via più vantaggiosa per loro, è la avidità e la insaziabilità. Queste idee però, quando prevalgono, creano disordini sociali e alla fine danneggiano anche coloro che si procurano beni smisurati, a scapito degli altri.

La inevitabile segregazione sociale deve dirimersi in modo volontario attraverso il contributo di coloro che hanno, a favore di coloro che non hanno, così come il nostro Signore insegna, dicendo in modo significativo: “Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha” (Lc 3,11).

Solamente attraverso la percezione della nostra unità con tutti gli uomini e naturalmente con i deboli, porteremo a termine il periodo della Santa e Grande Quaresima in un modo gradito a Dio e avremo la benedizione di Cristo.

Durante il corrente anno, che abbiamo proclamato Anno della Solidarietà Universale, bisogna, in vista anche della grave crisi economica mondiale, che dimostriamo tutti quanti, un maggior interesse a conforto di quei nostri fratelli privi di beni elementari.

In questo modo porteremo a termine “lo stadio delle virtù che sono di fronte a noi”, in modo gradito a Dio e nel progresso spirituale, “godremo del compenso”, “riceveremo la giusta ricompensa” e festeggeremo con pienezza di gioia la Santa Resurrezione del Signore, secondo la quale veramente “governa la vita” di Colui, la cui Grazia e l’abbondante Misericordia siano sempre con voi.


Santa e Grande Quaresima 2013

Il Patriarca di Costantinopoli,
+ Bartolomeo I
Fervente intercessore presso Dio per voi tutti.

_____________________
Da leggersi nelle Chiese durante la Domenica dei Latticini, il 17 marzo, subito dopo il Santo Vangelo.-

 

 

 

 

 

 

Prot. N. 1124
MESSAGGIO PATRIARCALE
PER IL NATALE

 

 

+ B A R T O L O M E O
PER GRAZIA DI DIO ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI
NUOVA ROMA E PATRIARCA ECUMENICO
A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA
GRAZIA, MISERICORDIA E PACE
DA CRISTO SALVATORE NATO A BETLEMME

***

“ Cristo è nato, glorificatelo. Cristo è sulla terra, elevatevi.”

 

Festeggiamo con letizia la ineffabile condiscendenza di Dio. Gli Angeli precedono cantando: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e per gli uomini benevolenza.”

Sulla terra tuttavia vediamo e viviamo guerre e minacce di guerre.
E tuttavia non rifiutiamo per questo la lieta notizia. La pace di fatto è venuta sulla terra attraverso la riconciliazione di Dio e degli uomini, nella persona di Gesù Cristo. Ma noi uomini sfortunatamente non ci siamo riconciliati tra di noi, secondo il Suo santo volere. Siamo mal disposti verso l’altro. Siamo divisi con fanatismo sia nelle opinioni religiose, quanto politiche, per avidità nell’acquisizione di beni, per espansionismo nell’esercizio del potere politico. E così siamo in conflitto con il nostro prossimo.

San Costantino il Grande, illuminato Imperatore Romano, attraverso l’Editto di Milano, emesso nel 313 d.C., decretò il libero esercizio della fede cristiana e allo stesso tempo il libero esercizio di ogni altra religione. Purtroppo, nonostante siano passati 1700 anni da allora, continuano le persecuzioni religiose esercitate in vari luoghi contro i Cristiani o altre minoranze cristiane.

Parallelamente gli antagonismi economici si intensificano globalmente e la espirazione al guadagno effimero è promosso a bene capitale. Le tristi conseguenze della superconcentrazione della ricchezza nelle mani di pochi e dei giochi finanziari sono ignorati dalla vasta massa umana. Questa sproporzione, caratterizzata globalmente come crisi finanziaria, è essenzialmente un prodotto della crisi morale. E purtroppo l’umanità non dà la dovuta importanza a questa crisi morale. A giustificazione di questo comportamento si invoca la libertà delle transazioni. Tuttavia la libertà delle transazioni non autorizza il crimine. E una condotta criminale non è solo quella che è scritta nei codici penali. E’ anche quella che, pur senza essere prevista nelle prescrizioni delle leggi penali, carpisce la ricchezza di altri con abili metodi. Per quanto la legge non venga applicata, le reazioni dei cittadini lesi, molte volte si manifestano in modo incontrollato e provocano turbamento alla pace sociale.

Ora, il nostro Patriarcato Ecumenico, - seguendo i “segni dei tempi, secondo i quali “si sentono” da ogni parte e si vivono “guerre e disordini” e si innalza nazione contro nazione e regno contro regno e grandi terremoti in vari luoghi e pesti e carestie e “segni grandi e terribili sono comparsi dal cielo” (Lc. 21,10-12), facendo nostre in pratica le parole di San Basilio che, “i due principali comandamenti della carità sono: l’essere pieni di afflizione e dolore per ciò che è dannoso per la persona che amiamo ed il gioire invece e il fare quello che possiamo a suo vantaggio. E’ ovvio che chi non dimostra tale disposizione, non ama il proprio fratello”(S. Basilio, P.G. 31, 1200A), - proclama da questa Sacra Sede del Centro dell’Ortodossia, il nuovo anno ormai alle porte, come Anno della Solidarietà Universale.

Speriamo così di poter sensibilizzare diversi cuori della comunità umana, sul problema della grande e immensa povertà e sulla necessità di adottare misure per alleviare gli affamati ed i poveri.

Chiediamo, in quanto Capo religioso e spirituale, la collaborazione di tutte le persone di buona volontà e dei Governi, per realizzare sulla terra la pace del Signore. Quella pace che gli Angeli hanno annunciato e che il Bambino Gesù ha portato.
Aspirando a questa pace, che trascende ogni intelligenza, dobbiamo metterla in pratica, senza rimanere insensibili alle debolezze, spirituali e materiali, del prossimo, per il quale Cristo e disceso nel mondo.

Amore e pace sono caratteristiche dei Discepoli e Apostoli del Signore e di ogni Cristiano. Pertanto esortiamoci gli uni gli altri, affinché durante questo Anno della Solidarietà Universale, facciamo come individui e come popoli, coscienti sforzi per mitigare le conseguenze disumane delle grandi diseguaglianze, e perché venga riconosciuto il diritto di tutti i più deboli, di godere dei beni indispensabili per la vita dell’uomo. In questo modo vedremo, nella misura umanamente possibile, la realizzazione della pace sulla terra.

Venerando con tutto il creato sensibile ed intellegibile, la venuta sulla terra del Figlio e Logos di Dio, nato dalla Vergine e piegando le ginocchia davanti al Bambino Gesù, Illuminatore e Salvatore nostro, Difensore della nostra vita, ci domandiamo col Salmista, di chi avremo timore o di chi avremo paura (Sal. 26,1) come Cristiani, dal momento che “oggi è nato un Salvatore“ (Lc. 2,11), “il Signore degli eserciti e Re della gloria”? (Sal. 23).

Auguriamo e preghiamo ardentemente e di tutto cuore che il nuovo anno 2013 divenga per tutti un anno di solidarietà universale, di libertà, di riconciliazione, di benevolenza, pace e gioia e che il Pre-eterno Logos del Padre, generato in una Grotta, Lui che ha unito gli Angeli e gli uomini in un solo ordine e che stabilisce la pace sulla terra, - offra a tutti pazienza, speranza e forza, e benedica il mondo con i doni divini del Suo Amore. Amen.

 

Dato al Fanar, Natale 2012
+ Il Patriarca di Costantinopoli
Fervente intercessore presso Dio di tutti voi

 

 

 

 

 

MESSAGGIO PATRIARCALE
PER LA SANTA PASQUA
Prot. N. 237

+ B A R T O L O M E O
PER GRAZIA DI DIO
ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI – NUOVA ROMA
E PATRIARCA ECUMENICO


A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA
GRAZIA, PACE E MISERICORDIA
DA CRISTO SALVATORE GLORIOSAMENTE RISORTO

Divenne primogenito tra i morti
(Apolitichion resurrezionale, tono 3°)

Amati Figli nel Signore,

Se la Resurrezione di Cristo riguardasse solo Lui stesso, il suo significato sarebbe per noi nullo. Ma Cristo non è risorto da solo. Insieme a Lui è risorto  tutto il genere umano. Grida a gran voce al riguardo il nostro predecessore, il Sacro Crisostomo: “Cristo è risorto e nel sepolcro non vi è alcun morto. Cristo infatti è resuscitato dai morti, è divenuto primizia dei defunti”, primizia evidentemente della resurrezione di tutti i defunti e di coloro che in seguito si sarebbero addormentati e del loro transito dalla morte alla vita. Il messaggio è gioioso per tutti, perché la Resurrezione di Cristo annulla la forza della morte. Coloro che credono in Lui, professano la Resurrezione dei morti e per questo sono battezzati nella sua morte, risorgono insieme con Lui e vivono la vita eterna.

Il mondo lontano da Cristo cerca di accumulare beni materiali perché poggia su di essi la speranza della propria vita. Sconsideratamente spera che attraverso la ricchezza eviterà la morte. E l’uomo che sbaglia nell’accumulare ricchezze, come se esse allungassero la sua vita, diffonde la morte agli altri. Egli strappa da loro la forza economica della sopravvivenza e spesso interrompe violentemente il filo della loro vita, sperando che così potrà salvare la propria vita.

Ma ahimè! Grande è il suo errore. La vita si guadagna con la fede in Cristo e con la incorporazione in Lui. L’esperienza della Chiesa Ortodossa assicura che coloro i quali sono uniti a Cristo vivono anche dopo la morte, si ricongiungono con i viventi, conversano con loro, li sentono e spesso vengono incontro miracolosamente alle loro richieste.

Non serve più la ricerca mitologica dell’”acqua della immortalità”. La immortalità esiste in Cristo ed è offerta a tutti attraverso di Lui.

Non serve annientare popoli per far sopravvivere altri popoli. Né c’è bisogno di annientare  esseri umani indifesi per far vivere in modo più agiato altri esseri umani. Cristo offre a tutti la vita terrestre e la vita celeste. Egli è risorto per quanti desiderano seguirlo sulla via della resurrezione. Al contrario, quanti indirettamente o direttamente diffondono la morte, credendo così di prolungare o facilitare la propria vita, condannano se stessi alla morte eterna.

Il nostro Signore Risorto, Gesù Cristo, è venuto al mondo affinché tutti gli uomini abbiano vita e ne abbiano in abbondanza. Sarebbe un grande errore credere che il benessere pervenga al genere umano attraverso lotte intestine.

Cristo ha fatto risorgere i morti ed ha annullato la loro morte. Ha la forza di eludere la morte. Il fatto che abbia vinto la morte, conferma la sua avversione verso di essa. Cristo conduce  alla vita, la riprende, eventualmente interrompendola, perché Egli è “la Vita e la nostra Resurrezione”. Per questo i credenti non hanno paura della morte. La nostra forza non consiste nella invulnerabilità della nostra esistenza, ma nella sua resurrezione.

Cristo è risorto! E anche noi risorgeremo!

Seguiamo,  fratelli e figli amati nel Signore, il Cristo Risorto, in tutte le sue opere. Aiutiamo coloro che vivono privi di mezzi di sussistenza, per mantenerli in vita. Proclamiamo a coloro che ignorano la Resurrezione di Cristo, che per mezzo di essa è stata eliminata la morte e che di conseguenza anche loro possono prendere parte alla Sua Resurrezione, credendo in Lui e seguendo i Suoi passi. La nostra resurrezione è allora possibile solo quando è offerta attraverso la resurrezione degli altri nostri fratelli. Solo allora l’enunciazione vittoriosa “Cristo è risorto” agirà in modo salvifico per tutta l’umanità. Così sia.- .

Santa Pasqua 2012
Il Patriarca di Costantinopoli
Fervente intercessore per voi tutti
presso il Cristo Risorto

 

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+ B A R T O L O M E O
PER GRAZIA DI DIO ARCIVESCOVO
DI COSTANTINOPOLI – NUOVA ROMA
E PATRIARCA ECUMENICO

A TUTTO IL SACRO CLERO ED AL PLEROMA FEDELE
DEL NOSTRO SANTO ARCIVESCOVADO ED ALLE SACRE METROPOLI
DEL NOSTRO SANTISSIMO APOSTOLICO
E PATRIARCALE TRONO ECUMENICO

Figli amati nel Signore,

Ciascun uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio, è un tempio del Signore. E ancora molti di più quanti siamo stati battezzati in Cristo ed unti con il Sacro Myron ed innescati nell’ulivo della Chiesa Ortodossa, siamo templi dello Spirito Santo che è in noi, anche se per la moltitudine dei peccati volontari ed involontari, ci siamo allontanati dal Signore. “Se noi manchiamo di fede, egli però rimane fedele, perché non può rinnegare sé stesso” (2 Tim. 2,13).

Questa grazia ci offre il Santo Myron, perché – come dice San Dionisio Aeropagita, - lo scopo finale del Myron è la conoscenza e la scienza delle cose divine, attraverso la quale in modo sacro si attua la comunione più beata e la elevazione verso il Principio Divino. Il Myron offre la santificazione dello Spirito, viene dato a tutti i fedeli come unguento spirituale, dono regale, per la santificazione delle anime e dei corpi.

Attraverso di esso riceviamo la primizia dello Spirito, dal quale viene ogni cosa buona e ogni dono perfetto. I nostro Dio, che ha dato nella legge lo Spirito Santo anche ai suoi Apostoli, santifica tutti coloro che sono stati unti col divino Myron, pone nel coro coloro che sono stati salvati con la grazia, se custodiscono puro da corruzione il loro abito della incorruttibilità e fanno di tutto per non addolorare lo Spirito Santo, che hanno ricevuto nella Santa Cresima. Poiché è dal Myron l’essere familiari a Dio e servi autentici e fedeli e per mezzo di questo santo segno veniamo riconosciuti dagli Angeli santi e da tutte le potenze celesti, divenendo così simili a loro.

Avendo come scopo la santità della nostra esistenza nella vita presente, osserviamo i comandamenti di Dio, affinché rimanga con tutti noi lo Spirito Santo, il Paraclito Buono ed erediteremo il Regno celeste di Dio, secondo il “siate santi, poiché io sono santo” (1 Pt. 1,16).

Diviene quindi sacra e legittima la consacrazione del Santo Myron tra breve, e per decisione della nostra Umiltà e del nostro Santo e Sacro Sinodo si celebrerà quest’anno durante la Grande e Santa Settimana della Passione del nostro Signore e avrà luogo durante il prossimo Grande Giovedì.

La bollitura del Santo Myron andrà avanti dal Grande Lunedì fino al Grande Mercoledì quando si farà memoria della donna peccatrice che unge con olio prezioso il Signore, dimostrandosi la più saggia di tutti per il suo grande desiderio di Cristo.

La consacrazione annunciata con la presente nostra enciclica patriarcale rende una particolare benedizione a coloro che ne prendono parte con noi , ma anche a tutti coloro che saranno presenti e compartecipano, distribuendo poi il Sacro Myron alle Chiese Ortodosse ovunque nel mondo, costituisce una fonte incessante di santificazione, “una veste di incorruttibilità ed un segno indelebile che imprime a coloro che accettano il bagno divino, il santo nome del Padre e del Figlio unigenito e dello Spirito Santo.

Così anche voi, figli e fratelli nel Signore, non dimenticate questo momento inconfondibile della consacrazione del Santo Myron nel nostro santo Centro, sia che facciate una offerta per essere partecipi di esso sia con la preghiera sia con il pensiero, sia venendo incontro in altri modi , sia pregando nella Santa Chiesa Patriarcale dal Grande Lunedì fino al Grande Giovedì quando avranno termine le funzioni catanictiche della Consacrazione, ricevendo benedizione e grazia dal Signore nostro Gesù Cristo e gustando la bontà ed i doni dello Spirito Santo.

La Sua Divina Grazia e la sua infinita misericordia siano con tutti voi.

Il Patriarca di Costantinopoli
Bartolomeo I
Fervente intercessore presso Dio

16 Marzo 2012

Da leggersi in Chiesa prima del Congedo a conclusione della Celebrazione della Divina Liturgia della Santa Domenica delle Palme

 

 

 

 

 

 


+ GENNADIOS
PER GRAZIA DI DIO
METROPOLITA D’ ITALIA E MALTA
ED ESARCA PER L’EUROPA MERIDIONALE

A TUTTO IL SACRO CLERO ED AL PLEROMA FEDELE
DELLA NOSTRA ARCIDIOCESI ORTODOSSA


Figli amati nel Signore,

La “Festa delle Feste” e la “Solennità delle Solennità”, la salvifica Resurrezione del Salvatore nostro Gesù Cristo, è la “Festa dell’Amore”, è il “Giorno della fratellanza”, è la “Gioia infinita della Salvezza”.

Il padre dell’Amore e del Dialogo, Giovanni Crisostomo, presenta Cristo che dice agli uomini: “Io sono padre, io fratello, io sposo, io colui che dà il cibo, io il mantello, tutto ciò che vuoi sono io. Io poi lavorerò; sono venuto, infatti, per servire e non per essere servito. Io sono sia amico, sia membro, sia capo. Io sono povero per te e mendicante per te. Tu per me sei tutto, sia fratello che coerede, sia amico che membro. Cosa cerchi di più?”

La Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta sta progettando, dal prossimo 1 al 5 novembre, una visita a Costantinopoli ed al Centro dell’Ortodossia, il nostro Patriarcato Ecumenico, dove la Chiesa è stata guidata da Padri come San Giovanni Crisostomo e da numerosi Arcivescovi di Costantinopoli e Patriarchi Ecumenici, a cominciare dall’Apostolo Sant’Andrea sino a Sua Santità l’attuale Patriarca Ecumenico Bartolomeo. Invitiamo sia il Sacro Clero che il Pio Popolo a partecipare a tale Pellegrinaggio, allo scopo di ricevere personalmente la Benedizione da parte di Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo e di visitare Luoghi Sacri della Cristianità.

La Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta, allo scopo di contenere i costi di viaggio in aereo e di permanenza in albergo, prega caldamente gli interessati di comunicare la propria adesione entro la domenica della Santa Pentecoste (3 giugno). Saranno comunicati per tempo i dettagli del viaggio.

In conclusione, augurando a tutti voi, da parte del nostro Salvatore Risorto Gesù Cristo, l’Amore Divino che supera ogni mente e che sovrasta il mondo, affinché la vostra vita sia piena di gioia e letizia ed abbiate lunga vita, salute del corpo e dell’anima, vi abbracciamo tutti con amore paterno, assicurando le nostre fervide preghiere.

“Buona Santa Pasqua!”
Venezia, 03 aprile 2012
+ Metropolita Gennadios
Arcivescovo Ortodosso d’Italia a Malta ed
Esarca per l’Europa Meridionale 

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Da leggersi in Chiesa prima del Congedo a conclusione delle Celebrazioni dei Riti della Settimana Santa, e la notte del Sabato Santo prima della distribuzione della Santa Luce ai Fedeli.

 

 


 

 

+ B A R T O L O M E O
PER GRAZIA DI DIO
ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI – NUOVA ROMA E PATRIARCA ECUMENICO


A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA, GRAZIA E PACE DAL NOSTRO SALVATORE
E SIGNORE GESU’ CRISTO

E DA NOI PREGHIERA, BENEDIZIONE E PERDONO


“Con letizia accoglieremo fedeli, il messaggio divinamente ispirato del digiuno”

 

Amati Fratelli in Cristo e Figli nel Signore,

Durante l’ultimo periodo si osserva un aumento delle inquietudini. Spuntano molti problemi. Il mondo soffre e cerca aiuto. Attraversiamo di fatto una prova generale. Altri la chiamano regressione economica, altri crisi politica. Per noi è una devianza spirituale. Ed esiste una terapia. Si danno molte soluzioni e si sentono opinioni. Ma i problemi restano.

L’uomo si sente abbandonato e solo. Viene ignorata la sua più profonda natura. Resta nella amarezza di una mancanza di chiarezza e della disperazione.

Le soluzioni proposte, se mai hanno una qualche direzione o esito, non redimono l’uomo, in quanto fin dall’inizio lo lasciano prigioniero della corruzione e della morte. La Chiesa è il Signore Teantropo, il liberatore delle nostre anime. Entrando l’uomo nello spazio della Chiesa, entra nel clima della divina invocazione, della riconciliazione del cielo e della terra. Viene nel proprio. Calma il suo spirito. Trova una bellezza celestiale ed una maturità spirituale “di ispirata soavità che riempie i confini del mondo”. La Chiesa conosce tutte le cose per cui soffriamo. Ed ha la forza di liberarcene. Ci chiama alla conversione. Non abbellisce la menzogna, né nasconde le cose brutte. Dice tutta la verità. Ed esorta l’uomo ad affrontare la realtà così com’è. A prendere coscienza che siamo terra e cenere.

Nel Grande Canone di San Andrea vi è una parola per le lacrime della conversione ed il pianto del lutto, il dolore delle ferite. Ma segue il riposo dell’anima e la salute dello spirito. C’è il Creatore e Salvatore nostro. Egli stesso per la grandezza della sua misericordia ci ha posto al confine della incorruttibilità e della mortalità. Non ci ha abbandonato. E’ venuto e ci ha salvati. Ha distrutto con la Sua Croce la morte. Ha donato a noi la incorruttibilità della carne.

Dal momento che siamo connaturali a Cristo, perché siamo inutilmente turbati? Perché non accoriamo a Lui? La Chiesa non fa commenti sulla corruzione, né ci abbandona ad essa. Conosce le più profonde inclinazioni dell’uomo e viene come soccorritore e redentore nostro. Abbiamo bisogno del nutrimento. Ma “non di solo pane vive l’uomo” (Mt. 4,4). Abbiamo bisogno della comprensione spirituale, ma non siamo incorporei. Nella Chiesa troviamo la pienezza della vita e della comprensione , quale equilibrio teantropico (divino-umano). Lontano da Dio l’uomo si peggiora e si fuorvia.

Lì dove abbondano i beni materiali e si divinizza lo spreco, prosperano le tentazioni degli scandali e la confusione delle tenebre. Lì dove l’uomo vive con timore e accoglie tutto con riconoscenza e gratitudine, tutte le cose vengono santificate. Il poco viene benedetto in quanto sufficiente e il corruttibile si riveste dello splendore della incorruttibilità. L’uomo accoglie ciò che è momentaneo come un dono di Dio. E si nutre col pegno della vita futura fin da oggi. Non solo si risolvono i problemi, ma anche le pene delle prove si trasformano in una forza di vita e in un motivo di glorificazione. Quando ciò avviene dentro di noi, quando l’uomo trova la sua personale tranquillità e salvezza nell’affidarsi in tutto a Cristo Dio, allora si illumina la sua mente. Conosce se stesso e l’intero mondo. Ha fiducia nell’amore del Potente. Questo fatto sostiene lo stesso fedele. E si trasmette per mezzo di un irraggiamento invisibile, come aiuto a tutti coloro che hanno fame e sete della verità.

Tutto quanto il mondo ha bisogno della salvezza del suo Artefice e Creatore. Tutto quanto il mondo ha bisogno della presenza della fede e della comunione dei Santi. Ringraziamo dunque il Signore e Dio nostro per tutte le sue beneficenze e per l’attuale periodo della Santa Quaresima.

Ecco un tempo gradito, ecco un tempo di conversione.

Passiamo allora il grande tempo del Digiuno per mezzo del pentimento e della confessione, per giungere alla gioia incessante della Resurrezione del Signore e Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo, al Quale spetta ogni gloria, onore e adorazione nei secoli dei secoli. Amen.

Santa e Grande Quaresima 2012

Il Patriarca di Costantinopoli
+ Bartolomeo
Fervente intercessore presso Dio per tutti voi

 

 

 



 

 

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Η Θεία Λειτουργία του Αγίου Ιωάννου του Χρυσοστόμου

La Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo

Divine Litourgy of Saint John Chrysostomos

 

 

 



   
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