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Il racconto della creazione ci offre una veduta panoramica sul mondo. La Scrittura rivela che “in principio” Dio designò l’umanità a collaborare nella custodia e nella protezione dell’ambiente naturale. All’inizio, come leggiamo in Genesi (2,5), «nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata, perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e non c’era uomo che lavorasse il suolo». La terra ci venne affidata come dono sublime e come eredità della quale tutti condividiamo la responsabilità finché, “alla fine”, tutte le cose in cielo e in terra saranno ricapitolate in Cristo (cfr Ef 1,10). La dignità e la prosperità umane sono profondamente connesse alla cura nei riguardi dell’intera creazione.

Tuttavia, “nel frattempo”, la storia del mondo presenta una situazione molto diversa. Ci rivela uno scenario moralmente decadente, dove i nostri atteggiamenti e comportamenti nei confronti del creato offuscano la vocazione ad essere collaboratori di Dio. La nostra tendenza a spezzare i delicati ed equilibrati ecosistemi del mondo, l’insaziabile desiderio di manipolare e controllare le limitate risorse del pianeta, l’avidità nel trarre dal mercato profitti illimitati: tutto questo ci ha alienato dal disegno originale della creazione. Non rispettiamo più la natura come un dono condiviso; la consideriamo invece un possesso privato. Non ci rapportiamo più con la natura per sostenerla; spadroneggiamo piuttosto su di essa per alimentare le nostre strutture.

Le conseguenze di questa visione del mondo alternativa sono tragiche e durevoli. L’ambiente umano e quello naturale si stanno deteriorando insieme, e tale deterioramento del pianeta grava sulle persone più vulnerabili. L’impatto dei cambiamenti climatici si ripercuote, innanzitutto, su quanti vivono poveramente in ogni angolo del globo. Il nostro dovere a usare responsabilmente dei beni della terra implica il riconoscimento e il rispetto di ogni persona e di tutte le creature viventi. La chiamata e la sfida urgenti a prenderci cura del creato costituiscono un invito per tutta l’umanità ad adoperarsi per uno sviluppo sostenibile e integrale.

Pertanto, uniti dalla medesima preoccupazione per il creato di Dio e riconoscendo che la terra è un bene in comune, invitiamo caldamente tutte le persone di buona volontà a dedicare, il 1° settembre, un tempo di preghiera per l’ambiente. In questa occasione, desideriamo offrire un rendimento di grazie al benevolo Creatore per il magnificodono del creato e impegnarci a custodirlo e preservarlo per il bene delle generazioni future. Alla fine, sappiamo che ci affatichiamo invano se il Signore non è al nostro fianco (cfr Sal 126/127), se la preghiera non è al centro delle nostre riflessioni e celebrazioni. Infatti, un obiettivo della nostra preghiera è cambiare il modo in cui percepiamo il mondo allo scopo di cambiare il modo in cui ci relazioniamo col mondo. Il fine di quanto ci proponiamo è di essere audaci nell’abbracciare nei nostri stili di vita una semplicità e una solidarietà maggiori.

Noi rivolgiamo, a quanti occupano una posizione di rilievo in ambito sociale, economico, politico e culturale, un urgente appello a prestare responsabilmente ascolto al grido della terra e ad attendere ai bisogni di chi è marginalizzato, ma soprattutto a rispondere alla supplica di tanti e a sostenere il consenso globale perché venga risanato il creato ferito. Siamo convinti che non ci possa essere soluzione genuina e duratura alla sfida della crisi ecologica e dei cambiamenti climatici senza una risposta concertata e collettiva, senza una responsabilità condivisa e in grado di render conto di quanto operato, senza dare priorità alla solidarietà e al servizio.

Dal Vaticano e dal Fanar, 1° settembre 2017

Papa Francesco e il Patriarca Ecumenico Bartolomeo


 

 

 
 


Prot. n. 118

DISCORSO CATECHETICO
PER L’INIZIO
DELLA SANTA E GRANDE QUARESIMA
+ B A R T O L O M E O
PER GRAZIA DI DIO
ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI - NUOVA ROMA
E PATRIARCA ECUMENICO
A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA,
GRAZIA E PACE
DAL SIGNORE E SALVATORE NOSTRO GESÙ CRISTO,
E DA NOI PREGHIERA, BENEDIZIONE E PERDONO
* * *

 

Fratelli e Figli benedetti nel Signore,

Attraverso la grazia e la filantropia di Dio entriamo da domani nel periodo della Santa e Grande Quaresima, il momento più adatto per volgere l’anima umana, la nostra propria anima, verso il Signore.

Questo momento è un raccoglimento continuo davanti al mistero di Dio che si sviluppa ogni giorno, il mistero della salvezza dell’uomo. Per questo l’occasione offertaci dai Sacri Digiuni ha una particolare caratteristica: il ravvedimento e la sobrietà dell’anima, che è chiamata particolarmente durante questo periodo pieno di divini propositi e santità, a rendersi conto delle cose passeggere e visibili e per passare gradualmente verso le cose più importanti, superiori, verso le cose invisibili.

In modo rilevante e sinteticamente Andrea di Creta nel suo Grande Canone parla a sé e a ogni anima afflitta e affaticata dalle tentazioni e dalle preoccupazioni della vita presente. Il Santo, cosciente del peso dell’anima umana, ferita dal peccato, nella agonia grida: “Anima mia, anima mia, sorgi, perché dormi?”. Questo grido conduce alla presa di coscienza della vanità e al timore indicibile della fine della vita terrena: “La fine si avvicina e sarai (anima mia) nel turbamento”. Davanti alla fine inaspettata della vita che viene “come un ladro nella notte”, il Luminare di Creta, chiama se stesso e ogni anima ferita e pervasa dal timore della insicurezza: “Ritorna dunque in te, perché ti risparmi Cristo Dio, che è presente ovunque e che tutto ricolma”.

L’insegnamento e la voce patristica Ortodossa ci chiama, durante il periodo che ci sta davanti, a essere coscienti ciascuno di “chi siamo, dove ci troviamo e dove andiamo”, cioè dove ci dirigiamo; a percepire la vanità della vita effimera e a convertirci per quanto “in conoscenza e ignoranza, in parole e opere, in attività e in tutti i nostri sensi” abbiamo operato fino ad oggi non secondo il vangelo e la legge della Grazia di Cristo e a ravvederci. Solo allora troveremo misericordia e grazia e ci risparmierà colui che esamina i cuori e le intimità e tutti i segreti degli uomini e i pensieri che il Signore conosce, e non ci imputerà i vani pensieri che conducono alle opere vane e inutili.

La lotta che sta davanti a noi si computa nella nostra sobrietà e nel nostro ravvedimento, nella metanoia. Attraverso la metanoia, cioè attraverso la consapevolezza del nostro stato, e attraverso la confessione, la nostra vita si adorna, attraverso “la remissione dei peccati, la comunione dello Spirito Santo, la pienezza del regno dei cieli”. Il ravvedimento si identifica con la coscienza dell’uomo che si converte (cfr. 2 Cor. 1,12 e Rom. 2,15). La coscienza è dono di Dio.

Fratelli e Figli nel Signore,

Come Cristiani Ortodossi siamo chiamati a vivere il periodo della Santa e Grande Quaresima come un tempo di sobrietà coscienziosa e di ravvedimento, come un momento di eternità della nostra identità Ortodossa. Cioè, siamo chiamati a vivere e a convivere con Cristo; a vivere ecclesiologicamente e spiritualmente. Poiché solo nella vita in Cristo esiste la possibilità di ravvedere la nostra coscienza e di elevarci nel luogo della libertà reale e degli infallibili giudizi per il nostro riposo e la nostra redenzione.

Durante l’inizio di questo periodo benedetto, il Patriarca Ecumenico e la Santa e Grande Chiesa Madre di Cristo visitano ogni anima Cristiana Ortodossa stanca e gravata e inconsolabile dai valori e piaceri e godimenti della carne e di questo mondo, camminano e pregano insieme verso il “Re dei Re e Signore dei Signori, che viene a immolarsi e a offrirsi in pasto ai fedeli”. Rendi degni Signore, tutti i fedeli Ortodossi in pace e in contrizione di cuore di attraversare il sacro periodo e lo stadio che si apre “di grazia e forza, affinché dopo aver compiuto la corsa valorosamente, giungiamo tutti al giorno sovrano della tua resurrezione e con gioia incessantemente ti lodiamo con il capo incoronato” (cfr. Poema di Teodoro, Triodion).

Benedicendovi paternamente, figli amati e fedeli della Madre Chiesa, uniti con voi nelle preghiere e nelle suppliche, invochiamo su tutti la forza della Venerabile e Vivificante Croce e le intercessioni della Signora Theotokos, dei santi Angeli e di tutti i Santi, cosicché tutti quanti ci comportiamo in modo degno della nostra chiamata, come Ortodossi, e assaporiamo allo stesso modo il nutrimento e la gloria della Resurrezione del Signore, nel Quale vi è la potenza, il grazie e l’onore e la forza e la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Santa e Grande Quaresima 2017

Il Patriarca di Costantinopoli

Fervente supplice presso Dio di voi tutti.

 


 

 

 
 


Prot. N. 314
ENCICLICA PATRIARCALE E SINODALE
SULLA CONVOCAZIONE DEL SANTO E GRANDE SINODO
DELLA CHIESA ORTODOSSA

+ B A R T O L O M E O
 PER GRAZIA DI DIO ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI
NUOVA ROMA E PATRIARCA ECUMENICO
A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA
GRAZIA E PACE DA DIO

 

          La nostra Santa Chiesa Ortodossa, “rivestita di porpora e bisso” dal sangue dei suoi martiri, dalle lacrime dei suoi beati, dalle lotte e dai sacrifici dei confessori della sua fede, festeggia oggi il giorno del suo onomastico. Correttamente e giustamente è chiamata ed è istituita come “Domenica dell’Ortodossia”, giorno durante il quale, dopo un periodo di un secolo di dure lotte, la verità è rifusa e si è imposta sulla menzogna attraverso la venerazione, in quanto foriera della personale presenza e della divina grazia delle sante icone del Figlio e Logos di Dio incarnato e dei suoi Santi. In questo modo è stato riconosciuto e proclamato ancora una volta che: “Il Logos si è fatto carne ed è venuto ad abitare tra noi” (Gv.1,14), onorando così e santificando la creazione materiale ed il nostro corpo, per renderli “partecipi alla natura divina” (2Pt. 1,4), partecipanti alla grazia e vita divine.

            In questa grande verità salvifica, che coloro che negavano la venerazione delle sante icone hanno combattuto, la via per imporre la verità di fronte alla menzogna, è stata anche in questa circostanza, quella che la Chiesa ha seguito fin dall’inizio durante tutto il corso della sua storia, e questo non era altro che quello della sinodalità. Il discernimento tra verità e menzogna, tra ortodossia ed eresia, non è sempre facile. Anche gli eretici credevano e credono di seguire la verità e ci saranno sempre quelli che caratterizzeranno come “eretici”, coloro i quali non sono d’accordo con i loro punti di vista. La Chiesa Ortodossa in questo caso riconosce una e sola autenticità: il Sinodo dei suoi Vescovi canonici.

Senza decisione sinodale, il discernimento tra ortodossia ed eresia non è possibile. Tutti i dogmi della Chiesa ed i suoi sacri canoni portano il sugello della sinodalità. L’Ortodossia è la Chiesa della sinodalità. La Chiesa Ortodossa ha da sempre messo in rilievo questo principio ecclesiologico e lo ha applicato fedelmente sul piano locale. Questo è valso per molti secoli anche sul piano ecumenico e panortodosso, interrotto tuttavia per lungo tempo a causa di circostanze storiche. Oggi ci troviamo nella felice posizione di annunciare anche ufficialmente da questa sacra Cattedra Ecumenica che, grazie a Dio e con la sinfonia di tutti i Primati delle Santissime Chiese Ortodosse, sarà realizzato il Santo e Grande Sinodo di tutta quanta la Chiesa Ortodossa, dopo cinquanta e più anni che era stato deciso, nell’Isola di Creta dal 18 al 27 giugno c.a., i cui lavori inizieranno con una Divina Liturgia Panortodossa nella Chiesa di San Minà a Iràklion durante il grande e augusto giorno di Pentecoste, proseguirà poi nell’Academia Ortodossa a Kolimbari di Chanià. La nostra Modestia, attorniato dagli altri Primati delle Chiese Ortodosse, presiederà questo Santo e Grande Sinodo, inoltre vi prenderanno parte come membri di esso rappresentanze degli episcopati di tutte tali Chiese.

            Principale scopo e importanza di questo Sinodo Panortodosso è di dimostrare che la Chiesa Ortodossa è la Chiesa Una, Santa, Cattolica e Apostolica, unita nei Misteri e naturalmente nella Divina Eucarestia e nella fede Ortodossa, ma anche nella sinodalità. Per questo esso è stato preparato per un lungo periodo di tempo, attraverso una serie di Commissioni Preparatorie e Conferenze Presinodali, affinché i Documenti delle sue decisioni trasparissero all’unisono, e il suo motivo, perché si esprima “con una sola voce e con un sol cuore”.

            I temi, di cui si occuperà il Santo e Grande Sinodo, definiti in modo panortodosso, al momento della decisione della sua convocazione, sono principalmente relativi a problemi della struttura e della vita esteriore della Chiesa Ortodossa, che hanno bisogno di un immediato riassetto, come i temi riguardanti le relazioni dell’Ortodossia con il restante mondo Cristiano e la missione della Chiesa nella nostra epoca. Conosciamo, naturalmente che il mondo attende di udire la voce della Chiesa Ortodossa su molti dei problemi che scottano, che riguardano l’uomo di oggi. Ma si ritiene necessario che la Chiesa ortodossa riassetti innanzitutto le cose di casa propria, prima di esprimere una parola al mondo, fatto che non ha cessato di essere considerato un suo dovere. Il fatto che l’Ortodossia, dopo il passare di tanti secoli, esprima la sua sinodalità sul piano mondiale, costituisce il primo e decisivo passo da cui si attende che, attraverso la grazia di Dio,  non molto dopo ne seguano altri, attraverso la convocazione, se Dio vuole, di altri Sinodi Panortodossi.

            Fratelli amati e figli diletti nel Signore,

            I grandi fatti storici sono guidati dalla grazia di Dio, il Quale anche, di fatto, è il Signore della Storia. Noi piantiamo e irrighiamo, ma colui che li incrementa è Dio (1 Cor. 3,8). Il Santo e Grande Sinodo della Chiesa Ortodossa, costituisce, realmente, un evento storico e in Dio e solo in Lui poniamo il suo esito. Chiamiamo dunque tutti i fedeli ortodossi attraverso il mondo, clero e popolo, in preghiera verso il Dio Trino, che con le Sue benedizioni coroni questo evento, perché attraverso di Lui venga edificata la Sua Chiesa e sia glorificato il Suo santissimo Nome. I tempi sono critici e l’unità della Chiesa deve costituire l’esempio di unità della umanità, lacerata dalle divisioni e dai conflitti. Il successo del Santo e Grande Sinodo è una faccenda di tutti i membri della Chiesa, i quali sono chiamati anche a dimostrare il loro interesse per esso. Pertanto, i documenti accordati in modo panortodosso e sottoposti al Santo e Grande Sinodo, sono resi pubblici e messi a disposizione di ogni fedele ben disposto,  per sua informazione e aggiornamento, ma anche perché esprima il suo pensiero e le sue attese dal Santo e Grande Sinodo.

            Annunciando queste cose a tutto il pleroma della Chiesa Ortodossa attraverso il mondo, durante questo augusto giorno, auguriamo che il Signore Dio doni alla Sua Chiesa e a tutti voi abbondante la grazia e la Sua benedizione e dia a tutto il mondo “la pace sempre e in ogni modo” (2 Tess. 3,16).

Nell’anno di Salvezza 2016, durante il mese di Marzo (20)
Epinemesi 9

+ Bartolomeo di Costantinopoli, fervente supplicante verso Dio

+ Giovanni di Pergamo, supplicante verso Dio
+ Isaia di Denver, supplicante verso Dio
+ Alessio di Atlanta, supplicante verso Dio
+ Giacomo delle Isole dei Principi, supplicante verso Dio
+ Giuseppe di Priconeso, supplicante verso Dio
+ Meltone di Filadelfia, supplicante verso Dio
+ Emanuele di Francia, supplicante verso Dio
+ Nikita dei Dardanelli, supplicante verso Dio
+ Nicola di Detroit, supplicante verso Dio
+ Gerasimo di San Francisco, supplicante verso Dio
+ Massimo di Sylivria, supplicante verso Dio
+ Amfilochio di Adianoupoli, supplicante verso Dio


 

 

 
 


SACRA ARCIDIOCESI ORTODOSSA D’ITALIA E MALTA
IX INCONTRO DEL CLERO DIOCESANO
BOLOGNA 30 MAGGIO – 2 GIUGNO
PROGRAMMA GENERALE



LUNEDÌ 30 MAGGIO

Arrivi previsti in giornata, sistemazione presso “Villa Imelda”
18.00: Preghiera vespertina – Interventi
Sua Eminenza Reverendissima il Metropolita Gennadios Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta
Introduzione
Protopresbitero Anatolio Bitca, Rettore della Chiesa Ortodossa della Natività della Madre di Dio, Mestre di Venezia
I Sacramenti in generale
Protopresbitero Nicola Madaro, Parroco della Cattedrale Ortodossa di San Giorgio dei Greci, Venezia
La relazione di Dio come Creatore riguardo il mondo spirituale: Angeli e Spiriti maligni
Archimandrita Evangelos Yfantidis, Vicario Generale (Archimandrita del Trono Ecumenico), Venezia
I Sacramentali, «Λειτουργικαί - Ἁγιαστικαί Πράξεις», nella Chiesa Ortodossa
Archimandrita Dionisios Papavasiliou, Rettore della Chiesa Greco-Ortodossa di San Demetrio, Bologna (Vicario di Emilia - Romagna)
La sinergia delle Tre Persone della Ss. Trinità nell’opera della Santificazione
Archimandrita Nikolaos Papadopoulos, Rettore della Chiesa Greco-Ortodossa di San Jacopo, Firenze (Vicario di Toscana)
L’insegnamento della Chiesa Ortodossa sulla Grazia Divina (in generale)
Archimandrita Georgios Antonopulos, Rettore della Chiesa Greco-Ortodossa dei SS Pietro e Paolo, Napoli (Vicario di Campania)
La necessità della Grazia Divina per la santificazione dell’uomo
Archimandrita Theofilaktos Vitsos, Rettore della Chiesa Greco-Ortodossa dell’Inno Akathistos, Milano (Vicario di Lombardia e Piemonte)
La sostanza della Chiesa e le sue caratteristiche (particolarità)
20.00: Cena

MARTEDÌ 31 MAGGIO

09.00: Prima colazione
10.00: Preghiera mattutina – Interventi
Archimandrita Simeon Catsinas, Rettore della ChiesaGreco-Ortodossa di San Teodoro, Roma (Vicario d’Italia Centrale)
Il concetto sul Sacramento del Battesimo e la necessità del Sacerdote
Presbitero Catalin–Ioan Pavaloaia, Rettore della Chiesa Ortodossa di Santa Barbara, Alghero (Vicario di Sardegna)
Chi celebra il Battesimo e le esigenze per battezzarsi
Archimandrita Grigorios Miliaris, Rettore della ChiesaGreco-Ortodossa di San Nicolò, Trieste (Vicario di Trieste)
La parte visibile del Sacramento della Cresima e l’invisibile energia della Cresima o Miron
Madre Sevastiana Apostolaki, Igumena del Sacro Monastero Greco - Ortodosso di Santa Barbara, Montaner
Chi celebra il Sacramento della Cresima, per chi si celebra e quando
Protopresbitero Giorgio Khachidze, Rettore della Chiesa Ortodossa di San Gerasimo, Perugia
La parte visibile e la potenza invisibile del Sacramento dell’Eucaristia: la presenza reale del Gesù Cristo nel Sacramento
Archimandrita Atenagora Fasiolo (Archimandrita del Trono Ecumenico), Rettore del Sacro Monastero Greco - Ortodosso di Santa Barbara, Montaner (Vicario di Venezia terraferma e Tridentino)
Chi celebra il Sacramento dell’Eucaristia – la necessità della Comunione
Protopresbitero Dmitrii Doleanschii, Rettore dellaChiesa Greco-Ortodossa di San Nectario, Parma
La Divina Eucaristia come sacrificio e la sua relazione con il Sacrificio sulla Croce
Archimandrita Nettario Moioli, Rettore della Chiesa Greco-Ortodossa di Sant’Ambrogio, Pavia
Il Divino Amore nell’Eucarestia
Protopresbitero Iosif Restagno, Rettore della Chiesa Greco-Ortodossa della Natività di San Giovanni Battista, Torino
La Spiritualità Eucaristica del Sacerdote nella Tradizione Bizantina
12.00: Intervallo
12.30: Interventi
Protopresbitero Serafino Corallo (Protopresbitero del Trono Ecumenico), Rettore della Cattedrale Ortodossa dell’Ingresso della SS Madre di Dio al Tempio, Rimini (Vicario di San Marino e Medio Adriatico)
Il Sacramento della Penitenza (metanoia – Confessione): chi celebra il Sacramento, la parte visibile e la sua potenza e energia invisibile del Sacramento
Protopresbitero Vasile Sirbulet, Rettore della Chiesa Ortodossa di Sant’Anastasia Romana, Siena
Le penitenze (ἐπίτίμια): la costituzione e la loro potenza in esso
Protopresbitero Elia Iaria, Parroco del Sacro e Imperiale Monastero Greco - Ortodosso dei Santi Elia il Nuovo e Filareto l’Ortolano, in Seminara delle Saline
Come ti senti quando confessi? Che aspetti e che cosa fai per la salvezza di chi si confessa?
Protopresbitero Michele Notarangelos - Giannetos, Rettore della Chiesa Greco-Ortodossa di San Nicola e dell’Annunciazione, Genova (Vicario di Liguria)
Perché confessi? Conosci che la responsabilità è grande? Conosci le conseguenze?
13.30: Pranzo
16.30: Preghiera vespertina – Interventi
Protopresbitero Simeon Moraru, Parroco dellaParrocchia Ortodossa di San Demetrio, Mirandola
Il Sacramento del Matrimonio in generale
Protopresbitero Atanasio Marcacci, Rettore della Chiesa Ortodossa di San Fantino il Nuovo e di Santa Paraskevì la Nuova, Schiavonea (Vicario di Cosenza e dintorni)
L’istituzione divina del Sacramento del Matrimonio: la parte visibile e l’energia invisibile del Sacramento
Presbitero Vladimir Laiba, Sacerdote itinerante, Roma
Chi celebra il Sacramento del Matrimonio e quali sono le caratteristiche del Matrimonio Cristiano?
Protopresbitero Giovanni Giannoccolo, Rettore dellaChiesa Greco-Ortodossa di San Nicola, Lecce
Il Matrimonio dei Sacerdoti secondo i Sacri Canoni e i dati odierni
Dott.sa Elisabeta Fimiani Calampouka, Napoli
Pensieri di una Donna Ortodossa circa il Matrimonio civile
Protopresbitero Victor Ciloci, Rettore della Chiesa Ortodossa dei SS Antonio, Teodoro e Tatiana, Fano
L’istituzione divina del Sacramento dell’Olio Santo, la sua energia e il Suo uso nella Chiesa
Presbitero Gheorghe Badaluta, Rettore della Chiesa Ortodossa della Santa Protezione, Pesaro
La parte visibile del Sacramento dell’Olio Santo e le sue energie salvifiche
18.00: Intervallo
18.30: Interventi
Archimandrita Paolo Patricolo, Rettore della Chiesa Ortodossa di San Calogero, Caltanissetta
Il ministero Sacerdotale
Presbitero Dimitri Zhavko, Parrocco della Cattedrale Ortodossa dell’Ingresso della SS Madre di Dio al Tempio, Rimini
L’istituzione divina del Sacramento del Sacerdozio; chi celebra il Sacramento, il visibile e l’invisibile parte del Sacramento
Protopresbitero Anatoli Grytskiv, Rettore della Chiesa Ortodossa dei SS Costantino ed Elena, Chieti
Le esigenze di chi si avvicina all’Ordine Sacro e il divieto della ripetizione del Sacramento
Prresbitero Andriy Grygorash, Rettore della Chiesa Ortodossa di San Nicola e di San Gennadios, Tolentino
Capo della Chiesa è Gesù Cristo – il noto insegnamento di San Ignazio il Teoforo sul Vescovo
Archimandrita Arsenio Braile, Rettore della Chiesa Greco-Ortodossa di San Nicola, Brindisi (Vicario di Puglia)
Fuori della Chiesa non c’è salvezza
Madre Stefania, Igumena del Sacro e Imperiale Monastero Greco - Ortodosso dei Santi Elia il Nuovo e Filareto l’Ortolano, in Seminara delle Saline
Preghiera, Pace e Unità
20.00: Cena

MERCOLEDÌ 1 GIUGNO

08.00: Prima colazione
09.00: Partenza dalla struttura per il centro della città
10.00: Incontro con S. Ecc. l’Arcivescovo di Bologna
11.00: Visita guidata nella Cattedrale di Bologna (interno della Chiesa, Tesoro, Campanile)
12.30: Pranzo libero - Tempo libero
16.45: Partenza per il Santuario della Madonna di San Luca
17.30: Celebrazione della Paràklisis davanti all'Icona Miracolosa della Theotokos Odigitria
18.30: Ritorno
19.00: Cena
20.00: Incontro della Commissione per la traduzione in italiano della Divina Liturgia (solo i membri della Commissione)

GIOVEDÌ 2 GIUGNO

09.00: Partenza per la chiesa greco-ortodossa di san Demetrio in Bologna
09.30: Celebrazione Eucaristica, presieduta da Sua Eminenza Rev.ma il Metropolita Gennadios e Ordinazione Diaconale
12.00: Ritorno
13.00: Pranzo ufficiale e poi partenze
14.30: Incontro della Commissione per la traduzione in italiano della Divina Liturgia (solo i membri della Commissione)

 

 

 
 


B A R T O L O M E O
PER MISERICORDIA DI DIO ARCIVESCOVO
DI COSTANTINOPOLI – NUOVA ROMA
E PATRIARCA ECUMENICO
A GTUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA GRAZIA, PACE E MISERICORDIA
DA CRISTO GLORIOSO RISORTO

***

Fratelli e Figli amati nel Signore,

Di tutto cuore vi indirizziamo dalla sede del Patriarcato Ecumenico il saluto gioioso “Cristo è risorto!”. La Resurrezione di Cristo è il centro della nostra Fede Ortodossa. Senza la Resurrezione, la nostra fede è “vuota” (1 Cor.15,14). Il Verbo Dio con la Sua Resurrezione ha reso incorruttibile e ha stabilito l’uomo, creato a immagine di Dio, ferito e oscurato dal peccato e gli ha dato di nuovo anche la possibilità di essere a sua somiglianza, fatto di cui era stato privato a causa della disubbidienza.

Cosa significa dunque, la festa di Pasqua, la vittoria della vita sulla morte, in mezzo ad un mondo di violenza e guerre, nel nome naturalmente della religione e di Dio?

Molti sapienti hanno cercato di trovare una soluzione al problema della morte e di andare oltre alle diverse religioni . Noi, Cristiani Ortodossi festeggiamo la Resurrezione di Cristo dai morti e annunciamo con fermezza la sconfitta della morte. Sappiamo che dispensatore della vita è il Verbo di Dio, nel Quale “vi era la vita” (Gv. 1,4). Abbiamo la esperienza lucente della Chiesa, che la morte è stata vinta attraverso la Resurrezione di Cristo. “L’universo si è riempito di gioia, quando ha sperimentato la resurrezione” (Lodi del Martedì del Rinnovamento). Questa fede fa risplendere tutte le manifestazioni della vita ecclesiastica e si ricapitola nella Divina Eucarestia. Il fatto che nel mondo cristiano e principalmente la Chiesa Ortodossa abbia salvaguardato la Divina Eucarestia come centro della sua vita e della sua spiritualità è indistruttibilmente legata a ciò che la Resurrezione è, il granello della fede, della adorazione e dell’ethos ecclesiastico. Per questo motivo , la liturgia eucaristica è sempre celebrativa e gioiosa e si lega prima di tutto con la Domenica, il giorno della Resurrezione del Signore.
La espressione più che sconvolgente e la interpretazione della Resurrezione e della sua forza innovatrice sono la immagine della discesa del Signore Gesù Cristo nell’Ade come lo ammiriamo qui nel Monastero di Chora. Il Signore della gloria, essendo giunto fino alle stanze dell’Ade e avendo spezzato le sue Porte, si innalza vincitore, portando con sé Adamo ed Eva, cioè l’intero genere umano, dall’inizio fino alla Fine. “Ora ogni cosa è riempita di luce, il cielo e la terra e le cose di laggiù”. La creazione passa dal regno tetro della morte alla luce che non ha tramonto del Regno di Dio. Il fedele, partecipe della Resurrezione, è chiamato ad annunciare il Vangelo della libertà in Cristo “fino ai confini della terra” (Atti 1,8).

La Madre Chiesa vivendo il mistero della croce e allo stesso tempo della resurrezione, ci chiama oggi a “procedere come portatori di luce” e a “festeggiare assieme la Pasqua salvifica di Dio”.

Poiché, attraverso la Resurrezione del Salvatore, la umanità è divenuta un solo popolo, siamo stati uniti in un solo corpo. Con la sua Croce e Resurrezione, Cristo ha annientato in modo definitivo la inimicizia esistente. Allo stesso modo, la nostra Chiesa Ortodossa, la Chiesa Una, Santa, Cattolica e Apostolica, è la Chiesa della riconciliazione di tutti, la Chiesa dell’amore verso tutti, amici e nemici. Tutti riconciliati, pieni di vita nuova, di vita vera, diventiamo concittadini dei santi e familiari di Dio (Atti 2,15-20).

Purtroppo oggi il terrorismo, le guerre e più generalmente il privare della vita gli uomini, continuano. La sofferenza e l’angoscia delle vittime, diffusi naturalmente molto velocemente attraverso gli odierni mezzi tecnologici, attraversano l’atmosfera e dilaniano il nostro cuore. Per questo, noi i leader dell’umanità, politici, spirituali ed ecclesiastici, abbiamo un compito ed un dovere d’amore per fare tutto ciò che è necessario per allontanare queste situazioni anomale.

In mezzo a questo odierno “assurdo mondo”, noi Cristiani Ortodossi siamo chiamati a dare la bella testimonianza d’amore e di contributo verso il nostro prossimo, e solo amore.

La Pasqua non è per i fedeli Ortodossi una fuga momentanea dalla atroce realtà del male nel mondo, è la certezza incrollabile che il Cristo che ha calpestato la morte con la morte ed è risorto dai morti , è con noi “tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt. 28,20).

Questo, fratelli e figli, è anche quest’anno il messaggio pasquale del Santissimo, Apostolico, Patriarcale Trono Ecumenico, il Sacro Centro dell’Ortodossia, verso ogni nostro prossimo: che Cristo è risorto ed è sconfitto il potere della morte; il potere del dominio del forte sul debole; e che solo una “vita che ha cittadinanza” e un tepore dell’amore e un abisso di misericordia e di Grazia inesauribile del Cristo Risorto, che copre tutto l’universo da un confine all’altro, basta a che gli uomini comprendano, che Gesù Cristo è la luce vera e che in Lui vi è la vita e che la vita era la luce degli uomini (Gv. 1,3-4). Questo è il nostro messaggio a tutti i leader politici e spirituali di questo mondo.

Venite, dunque, prendete la luce dalla luce che non ha tramonto del Fanar, il quale, come luce di Cristo, come luce di amore, appare a tutti; e in Lui, “non ci sono tenebre” (1 Gv. 1,5). Diamo ascolto dunque, fratelli e figli, a questo Annuncio di gioia e di amore e come Ortodossi leniamo il dolore della umanità di oggi, col nostro proprio amore e sacrificio.

Gloria al dispensatore di vita, a colui che ha mostrato la luce, l’amore e la pace al mondo e a ciascun uomo personalmente, gloria al Re della Gloria Cristo Gesù, al Vincitore della morte e principe della vita.


Fanar, Santa Pasqua 2016
Il Patriarca di Costantinopoli
Fervente intercessore presso il Cristo Risorto
per tutti voi.


 

 

 
 


+ GENNADIOS
PER MISERICORDIA DI DIO
METROPOLITA D’ITALIA E MALTA
ED ESARCA PER L’EUROPA MERIDIONALE
A TUTTO IL CLERO E AL DEVOTO POPOLO
DELLA NOSTRA SACRA ARCIDIOCESI

Dilettissimi e amatissimi fratelli nel nome del nostro Dio Risorto,

Ricordiamo le parole meravigliose e di festa pronunciate dal salmista e riprese con spiritualità ed esultanza dall’Innografo San Giovanni Damasceno, il quale canta: “Questo è il giorno che il Signore ha creato, rallegriamoci ed esultiamo in esso”.

Sappiamo molto bene che, secondo Mosè, tutti i giorni della Creazione di Dio portarono sul proscenio della vita tutta la materia: furono giorni importanti e gloriosi. E’ un fatto indubitabile che il giorno santissimo e storico della Nascita in Betlemme da parte di nostro Signore Gesù e ad essa seguì “un pianto e un grande lamento”, a motivo della strage degli innocenti ordinata da Erode. Gloria a Dio, anche la prosecuzione dell’atmosfera celeste della Natività, che fu modificata in una situazione di assassinio, disumana e anomala, la spietata spada di Erode non tocca il cuore materno della Santissima Madre di Dio, poiché essa è avvertita profeticamente da San Simeone (Lc 2, 35). Naturalmente la Passione del suo Figlio Unigenito riempirà il suo dolcissimo cuore, come anche lo rallegrerà e lo riempirà di esultanza ineffabile l’insuperabile e gioioso evento della sua Resurrezione. “Ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia”(Gv 16, 22).

E’ una chiara verità che con “questo giorno, che il Signore ha creato”, abbiamo la “Nuova Creazione”, che ha portato la salvezza degli uomini e la nostra fraterna parentela in Cristo, la nostra divina adozione nel nostro cammino per la realizzazione della Volontà di Dio. Con la luce della Resurrezione sono stati illuminati i Santi della Chiesa, i Beati e i Giusti, come il Santo Megalomartire Giorgio il Tropeoforo e Taumaturgo, che festeggiamo durante il gioioso periodo della Santa Pasqua, come esempio di fede, di testimone e di sacrificio. Col passare del tempo, tutta la materia sarà cancellata perché le succeda una“Nuova Creazione”. Lasciamo parlare l’Apostolo Pietro nelle sue lettere: “Se poi doveste soffrire per la giustizia, beati voi! Non sgomentatevi per paura di loro e non turbatevi, ma adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi” (1 Pt 3, 14-15) “perché anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito” (1 Pt 3, 18),“Soprattutto conservate tra voi una carità fervente, perché la carità copre una moltitudine di peccati” (1 Pt 4, 7), “Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, per un'eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce. Essa è conservata nei cieli per voi, che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, in vista della salvezza che sta per essere rivelata nell'ultimo tempo” (1 Pt 1, 3-5).

Per mezzo della Grazia di Cristo Risorto, come “Nuovi uomini”creeremo una “Nuova Creazione”. Immersi nel Mistero del Piano Divino del nostro Salvatore Gesù Cristo, ammiriamo ugualmente anche questi giorni, come quelli in Betlemme, nel Fiume Giordano, sul Tabor, creati per la nostra salvezza. Nonostante il significato sacro e l’importanza mistagogica, tutti questi splendidi momenti della nostra pura Fede, che hanno una strettissima relazione spirituale, teologica ed ecclesiastica con la nostra fede, tutti questi magnifici eventi divini non avrebbero il dovuto onore e sacralità, sarebbero, dunque, vani, se non seguisse la gloriosa Resurrezione di Cristo. Aggiungiamo inoltre anche ciò:“Ma se Cristo non è risorto, vuota allora è la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede”. (1 Cor 15, 14) Non dimentichiamo, amati Fratelli in Cristo, che per noi che “crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù nostro Signore, il quale è stato consegnato alla morte a causa delle nostre colpe ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione.”(Rm 4, 24-25).

Con la Resurrezione del Salvatore Gesù Cristo, da un lato è stata ristabilita l’immortalità dell’uomo: “Cristo è risorto dai morti, è divenuto primizia di coloro che erano morti” (1 Cor 15, 20),“dall’altro è stata assicurata la vita eterna: La morte è stata inghiottita nella vittoria. Dov'è, omorte, latuavittoria? Dov'è, o morte, il tuo pungiglione?” (1 Cor 15, 54-55) La vita di tutti coloro che “hanno collaborato con Cristo” continua ed essi“camminano in una vita nuova”, ma anche gli altri che“considerano se stessi morti al peccato, ma vivi per Dio in Cristo Gesù” (Col 3,1, Rom 6. 4, 11). Dall’altra parte “coloro che hanno agito male” e non si sono purificati in Cristo Risorto, attendono la “resurrezione per il giudizio”, come scrive in modo meraviglioso l’amato discepolo, apostolo ed evangelista San Giovanni il Teologo (Gv 5, 29). Perché si avverta pienamente la presenza di Cristo Risorto l’uomo fedele deve purificare il proprio cuore: “Beati i puri di cuore, poiché essi vedranno Dio”.

E’ richiesta la purezza del cuore perché l’uomo viva e riceva i beni della Resurrezione del Signore. Vita senza macchia, piena di amore e dedizione a lui, per sentirsi vicino a lui e dentro di lui, Cristo Risorto.

I fedeli puri di cuore sentono la voce della Resurrezione, i segni più sensibili della Resurrezione di Dio, hanno la Grazia, ricevono i beni della Resurrezione, l’Immortalità e la Vita Eterna. Insieme all’Altissimo cantiamo, amati fratelli con tutta l’assemblea di Pasqua: “Purifichiamo i sensi e vedremo nella luce inaccessibile della risurrezione il Cristo sfolgorante che ci dice: rallegratevi! Lo udremo chiaramente, cantando l’inno di vittoria”.


Venezia, Campo dei Greci, Santa Pasqua 2016

† Il Metropolita Gennadios
Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta
ed Esarca per l’Europa Meridionale


 

 

 
 


Prot. No.: 314


ENCICLICA PATRIARCALE E SINODALE
SULLA CONVOCAZIONE DEL SANTO E GRANDE SINODO
DELLA CHIESA ORTODOSSA

+ B A R T O L O M E O

PER GRAZIA DI DIO
ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI - NUOVA ROMA
E PATRIARCA ECUMENICO
A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA,
GRAZIA E PACE
DAL SIGNORE E SALVATORE NOSTRO GESU’ CRISTO,
E DA NOI PREGHIERA, BENEDIZIONE E PERDONO

***

Fratelli e Figli amati e benedetti nel Signore,
 Per mezzo della parola divinamente ispirata  della misericordia del Signore e dei suoi giudizi, il sacro Salmista introduce anche quest’anno tutti i fedeli ortodossi, nel “mistero” della Santa e Grande Quaresima, esclamando: “Opera misericordie il Signore e il giudizio per tutti quelli che subiscono ingiustizia” (Sal. 102,6). Poiché il Signore: “Sazia di beni la nostra brama e rinnova, come di aquila, la nostra giovinezza (Sal.  102,5).

E’ risaputo, fratelli e figli nel Signore, che ogni uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio, costituisce un tempio del Signore. Assai maggiormente quanti siamo stati battezzati in Cristo e siamo stati unti col Santo Myron e siamo stati innestati nell’uliveto della Chiesa Ortodossa, siamo templi dello Spirito Santo che abita in noi, anche se per gli svariati peccati, volontari ed involontari, ci allontaniamo dal Signore: “Se noi manchiamo di fede, egli rimane fedele.” (2 Tim. 2,13)

A causa della sporcizia dei peccati tuttavia, la Grazia dello Spirito Santo non può operare in noi, e per questo la nostra Santa Chiesa Ortodossa, ha fissato il periodo dei  digiuni della Santa e Grande Quaresima che sta per cominciare, per purificarci attraverso di esso con la conversione e per divenire degni di accogliere la Passione vivificante e la Resurrezione sfolgorante del Signore nostro Gesù Cristo. “Vieni, o misera anima, insieme alla carne loda il Creatore di tutto. Lascia ormai la stoltezza di un tempo, e offri a Dio lacrime di pentimento.”, invita tutti i fedeli, il poeta del Grande Canone, San Andrea di Creta. (tropario della Prima Ode).

La Chiesa, preoccupandosi per la nostra salvezza e per la nostra perfezione spirituale, apre a tutti i suoi membri il tempo presente della conversione, incitandoli allo stesso tempo a combattere  la vita amante delle cose terrene e avida, che come “un giogo pesante” tiene l’anima fatta di terra e trascinata sulla terra,  impossibilitata ad aprire le proprie ali verso il cielo e il regno di Dio.

In questo modo, attraverso la conversione e le lacrime di purificazione, rivestiamo di nuovo la bellezza primordiale e la veste tessuta da Dio, che abbiamo perduto con la caduta, avendo indossato “la veste della vergogna, così come le foglie di fico”.

Allo stesso tempo, il digiuno e l’astinenza dai cibi e da “discorsi vani e pensieri malvagi”, costituiscono un inizio per una gestione corretta, misurata e saggia dei beni terreni, con prospettiva l’utile comune, così da annullare le conseguenze negative anche per l’ambiente sociale e naturale, dal loro irragionevole uso e che rimanga solo il “digiuno della misericordia” e non “divenga giudizio per tutti quelli che subiscono ingiustizia”, ma misericordia e grazia e conforto per loro e per il nostro cammino per essere “a somiglianza di Dio” (San Basilio)

Allo stesso modo, attraverso l’uso moderato viene santificata anche la materia e la nostra vita, poiché la materia deteriorabile costituisce non il fine a se stesso, ma il mezzo di santificazione. Di conseguenza, anche per coloro che hanno e possiedono ricca la pericope evangelica, il digiuno deve costituire un mezzo di continenza, con scopo finale “di abbondare nella speranza in forza dello Spirito Santo”, secondo il passo del grande oratore Paolo, l’Apostolo delle genti. (Rom. 15,13) e per fissare lo sguardo sugli odierni poveri “Lazzari” della umanità e dei profughi.

Oltre a ciò tuttavia, non si deve dimenticare, fratelli e figli, il vero spirito del digiuno e della continenza, che le rende gradite al Signore, come insegna il fratello del Signore, l’Apostolo Giacomo, che dice: “Religione pura e senza macchia davanti a Dio nostro Padre è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nella loro afflizione e conservarsi puri dal mondo” (Gc. 1,27). Perché non otterremo la grazia,  che il digiuno e la continenza offrono in abbondanza, semplicemente e solo attraverso la astinenza e astensione dai cibi materiali: “Se voi digiunate fra litigi e alterchi e colpendo l’umile con pugni, a quale scopo digiunate?” si domanda il Profeta Isaia (58,4). “E’ forse questo il digiuno che bramo (…) ma (…) dividi il tuo pane coll’affamato, introduci in casa tua i miseri, senza tetto; se vedi un ignudo, vestilo…” dice e comanda il nostro Signore, attraverso la voce del suo Profeta (Is. 58,5-7)

Particolarmente oggi la crisi economica, i profughi e le molteplici difficoltà che universalmente si presentano, specialmente in alcuni popoli e paesi, offrono a noi Ortodossi la possibilità di coltivare questo autentico spirito del digiuno, abbinando l’astinenza dai cibi con opere filantropiche e di solidarietà verso quei nostri fratelli che hanno un bisogno immediato, che soffrono, i bisognosi e gli indigenti, i senzatetto ed i profughi, quelli che non hanno “dove poggiare il capo” (Mt. 8,20), coloro i quali sono obbligati dalle dure circostanze della guerra, delle tentazioni e delle afflizioni ad abbandonare i loro focolari domestici e a spostarsi in mezzo a molti pericoli e afflizioni e fatiche.

Quando il nostro digiuno è accompagnato da un tale accrescimento della nostra filantropia  e amore verso l’ultimo fratello del Signore, indipendentemente dalla razza, religione, lingua e provenienza, allora esso salirà direttamente al trono di Dio come incenso soave e gli angeli verranno in aiuto a noi che digiuniamo, come servivano il Signore nel deserto.

Dal cuore auguriamo fraternamente e paternamente a tutti, che lo stadio del Santo Digiuno che sta per iniziare, sia fruttuoso e santificante, pieno di grazia e santificazione e che Dio ci faccia degni di giungere incolumi al vivificante ed eterno Calice, al Costato del Signore che da vita, “dal quale è scaturita per noi la duplice fonte della remissione e della conoscenza”. (Grande Canone, tropario della Quarta Ode).

La Sua Divina Grazia e infinita Misericordia siano con tutti voi, fratelli e figli, affinché con tali propositi evangelici ci venga donata la festa delle feste e la solennità delle solennità, la Resurrezione del Signore nostro Gesù Cristo, al Quale spetta la gloria e la potenza e l’onore ed il grazie ora e nei secoli infiniti. Amen.

Santa e Grande Quaresima 2016
Il Patriarca di Costantinopoli
fervente intercessore presso Dio per voi tutti

 

 

 

 
 


ENCICLICA PATRIARCALE E SINODALE
SULLA CONVOCAZIONE DEL SANTO E GRANDE SINODO
DELLA CHIESA ORTODOSSA

+ B A R T O L O M E O
 PER GRAZIA DI DIO ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI
NUOVA ROMA E PATRIARCA ECUMENICO
A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA
GRAZIA E PACE DA DIO

La nostra Santa Chiesa Ortodossa, “rivestita di porpora e bisso” dal sangue dei suoi martiri, dalle lacrime dei suoi beati, dalle lotte e dai sacrifici dei confessori della sua fede, festeggia oggi il giorno del suo onomastico. Correttamente e giustamente è chiamata ed è istituita come “Domenica dell’Ortodossia”, giorno durante il quale, dopo un periodo di un secolo di dure lotte, la verità è rifusa e si è imposta sulla menzogna attraverso la venerazione, in quanto foriera della personale presenza e della divina grazia delle sante icone del Figlio e Logos di Dio incarnato e dei suoi Santi. In questo modo è stato riconosciuto e proclamato ancora una volta che: “Il Logos si è fatto carne ed è venuto ad abitare tra noi” (Gv.1,14), onorando così e santificando la creazione materiale ed il nostro corpo, per renderli “partecipi alla natura divina” (2Pt. 1,4), partecipanti alla grazia e vita divine.

In questa grande verità salvifica, che coloro che negavano la venerazione delle sante icone hanno combattuto, la via per imporre la verità di fronte alla menzogna, è stata anche in questa circostanza, quella che la Chiesa ha seguito fin dall’inizio durante tutto il corso della sua storia, e questo non era altro che quello della sinodalità. Il discernimento tra verità e menzogna, tra ortodossia ed eresia, non è sempre facile. Anche gli eretici credevano e credono di seguire la verità e ci saranno sempre quelli che caratterizzeranno come “eretici”, coloro i quali non sono d’accordo con i loro punti di vista. La Chiesa Ortodossa in questo caso riconosce una e sola autenticità: il Sinodo dei suoi Vescovi canonici.

Senza decisione sinodale, il discernimento tra ortodossia ed eresia non è possibile. Tutti i dogmi della Chiesa ed i suoi sacri canoni portano il sugello della sinodalità. L’Ortodossia è la Chiesa della sinodalità. La Chiesa Ortodossa ha da sempre messo in rilievo questo principio ecclesiologico e lo ha applicato fedelmente sul piano locale. Questo è valso per molti secoli anche sul piano ecumenico e panortodosso, interrotto tuttavia per lungo tempo a causa di circostanze storiche. Oggi ci troviamo nella felice posizione di annunciare anche ufficialmente da questa sacra Cattedra Ecumenica che, grazie a Dio e con la sinfonia di tutti i Primati delle Santissime Chiese Ortodosse, sarà realizzato il Santo e Grande Sinodo di tutta quanta la Chiesa Ortodossa, dopo cinquanta e più anni che era stato deciso, nell’Isola di Creta dal 18 al 27 giugno c.a., i cui lavori inizieranno con una Divina Liturgia Panortodossa nella Chiesa di San Minà a Iràklion durante il grande e augusto giorno di Pentecoste, proseguirà poi nell’Academia Ortodossa a Kolimbari di Chanià. La nostra Modestia, attorniato dagli altri Primati delle Chiese Ortodosse, presiederà questo Santo e Grande Sinodo, inoltre vi prenderanno parte come membri di esso rappresentanze degli episcopati di tutte tali Chiese.

Principale scopo e importanza di questo Sinodo Panortodosso è di dimostrare che la Chiesa Ortodossa è la Chiesa Una, Santa, Cattolica e Apostolica, unita nei Misteri e naturalmente nella Divina Eucarestia e nella fede Ortodossa, ma anche nella sinodalità. Per questo esso è stato preparato per un lungo periodo di tempo, attraverso una serie di Commissioni Preparatorie e Conferenze Presinodali, affinché i Documenti delle sue decisioni trasparissero all’unisono, e il suo motivo, perché si esprima “con una sola voce e con un sol cuore”.

I temi, di cui si occuperà il Santo e Grande Sinodo, definiti in modo panortodosso, al momento della decisione della sua convocazione, sono principalmente relativi a problemi della struttura e della vita esteriore della Chiesa Ortodossa, che hanno bisogno di un immediato riassetto, come i temi riguardanti le relazioni dell’Ortodossia con il restante mondo Cristiano e la missione della Chiesa nella nostra epoca. Conosciamo, naturalmente che il mondo attende di udire la voce della Chiesa Ortodossa su molti dei problemi che scottano, che riguardano l’uomo di oggi. Ma si ritiene necessario che la Chiesa ortodossa riassetti innanzitutto le cose di casa propria, prima di esprimere una parola al mondo, fatto che non ha cessato di essere considerato un suo dovere. Il fatto che l’Ortodossia, dopo il passare di tanti secoli, esprima la sua sinodalità sul piano mondiale, costituisce il primo e decisivo passo da cui si attende che, attraverso la grazia di Dio,  non molto dopo ne seguano altri, attraverso la convocazione, se Dio vuole, di altri Sinodi Panortodossi.

Fratelli amati e figli diletti nel Signore,

I grandi fatti storici sono guidati dalla grazia di Dio, il Quale anche, di fatto, è il Signore della Storia. Noi piantiamo e irrighiamo, ma colui che li incrementa è Dio (1 Cor. 3,8). Il Santo e Grande Sinodo della Chiesa Ortodossa, costituisce, realmente, un evento storico e in Dio e solo in Lui poniamo il suo esito. Chiamiamo dunque tutti i fedeli ortodossi attraverso il mondo, clero e popolo, in preghiera verso il Dio Trino, che con le Sue benedizioni coroni questo evento, perché attraverso di Lui venga edificata la Sua Chiesa e sia glorificato il Suo santissimo Nome. I tempi sono critici e l’unità della Chiesa deve costituire l’esempio di unità della umanità, lacerata dalle divisioni e dai conflitti. Il successo del Santo e Grande Sinodo è una faccenda di tutti i membri della Chiesa, i quali sono chiamati anche a dimostrare il loro interesse per esso. Pertanto, i documenti accordati in modo panortodosso e sottoposti al Santo e Grande Sinodo, sono resi pubblici e messi a disposizione di ogni fedele ben disposto,  per sua informazione e aggiornamento, ma anche perché esprima il suo pensiero e le sue attese dal Santo e Grande Sinodo.

Annunciando queste cose a tutto il pleroma della Chiesa Ortodossa attraverso il mondo, durante questo augusto giorno, auguriamo che il Signore Dio doni alla Sua Chiesa e a tutti voi abbondante la grazia e la Sua benedizione e dia a tutto il mondo “la pace sempre e in ogni modo” (2 Tess. 3,16).

Nell’anno di Salvezza 2016, durante il mese di Marzo (20)
Epinemesi 9

+ Bartolomeo di Costantinopoli, fervente supplicante verso Dio

+ Giovanni di Pergamo, supplicante verso Dio
+ Isaia di Denver, supplicante verso Dio
+ Alessio di Atlanta, supplicante verso Dio
+ Giacomo delle Isole dei Principi, supplicante verso Dio
+ Giuseppe di Priconeso, supplicante verso Dio
+ Meltone di Filadelfia, supplicante verso Dio
+ Emanuele di Francia, supplicante verso Dio
+ Nikita dei Dardanelli, supplicante verso Dio
+ Nicola di Detroit, supplicante verso Dio
+ Gerasimo di San Francisco, supplicante verso Dio
+ Massimo di Sylivria, supplicante verso Dio
+ Amfilochio di Adianoupoli, supplicante verso Dio

 

 

 

 



 

 

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Η Θεία Λειτουργία του Αγίου Ιωάννου του Χρυσοστόμου

La Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo

Divine Litourgy of Saint John Chrysostomos

 

 

 



   
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